Monsignor Luigi Bettazzi: “Pedofilia? Prete non deve denunciare subito, prima isolare il colpevole”

 ROMA – Monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, ha dichiarato ai microfoni de La Zanzara su Radio 24: “Pedofilia? Un prete non deve denunciare subito al giudice, prima isolare il colpevole“. Bettazzi non è nuovo a prese di posizione coraggiose, sorprendenti e in controtendenza.

Punto di riferimento del movimento pacifista, è stato presidente di Pax Christi. Nel 2007 si disse a favore dei Dico, le unioni fra coppie di fatto che l’allora governo Prodi voleva introdurre. Dichiarando che nelle coppie omosessuali c’era un fondamento d’amore equiparato a quelle eterosessuali. Nel 2012, un anno prima, pronosticò le dimissioni di Papa Benedetto XVI.

Sull’argomento delicato della pedofilia, che ha visto molti preti coinvolti, monsignor Bettazzi dichiara:

“Se sapessi che un prete ha commesso un atto di pedofilia non vado direttamente dal giudice, ma isolo questa persona e vado incontro alla persona ferita, alla vittima”.

“Un prete che durante la confessione riceve la notizia di un atto di pedofilia non deve andare subito dal giudice – aggiunge monsignor Bettazzi – perché la confessione è segreta. Deve persuadere chi si confessa, perché c’è qualcuno che paga, la vittima. Se il pedofilo è un prete io intanto lo isolerei, mi garantirei che non possa più nuocere. La prima cosa è questa, andare dal giudice dovrei pensarci un po’. E poi andare incontro alla persona ferita”.

Farà discutere anche la sua presa di posizione sul caso della processione di Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria:

“Al prete di Oppido, Don Rustico, darei solo un buffetto, un rimprovero. Gli direi di non farlo più, non lo sospenderei. Deve essere lui a dire che non bisogna rendere onore a nessuno durante una processione”.

“Nel passato – dice Bettazzi – queste associazioni mafiose acceleravano la giustizia, avevano un ruolo positivo. Erano onorate società perché con la giustizia lontana garantivano la giustizia spicciola. La mafia è stata anche una cosa positiva all’inizio. Per esempio a un agricoltore rubavano l’asino, la giustizia non arrivava e allora c’era la mafia. Nasceva da una società civile non abbastanza attenta. Poi quando hanno cominciato ad ammazzare no”.

Advertisements