Condanna per pedofilia, Randazzo si schiera con don Vincenzo Calà

di PIPPO PORTALE

RANDAZZO. Stupore, sgomento, rabbia, sono i sentimenti diffusi che nella giornata di ieri si sono scambiati i randazzesi per la condanna nei confronti dell’arciprete della Basilica di Santa Maria, accusato di pedofilia.
In tutte le chiese, i parrocchiani hanno effettuato un volantinaggio, a conclusione delle celebrazioni Eucaristiche della domenica a sostegno del sacerdote «ingiustamente calunniato». A firmarlo sono stati i rappresentanti della San Vincenzo, della Corale Polifonica, dai Gruppi catechistico e liturgico, dal Terz’Ordine Carmelitano, dal Consiglio degli affari economici e dalla Confraternita Maria Santissima Annunziata.

«Con dolore abbiamo appreso la notizia che il giudice ha condannato il nostro parroco, don Enzo Cala, al massimo della pena per aver tentato di abbracciare, toccare, baciare un minorenne di quasi diciotto anni, forse più alto e certamente più forte di lui. Il giudice ha dichiarato che questo giovane, oggi ventisettenne, è credibile anche se non ha portato alcuna prova e se viene contestato da tutti i coetanei che gli erano compagni di campeggio. Noi, come rappresentanti dei vari gruppi che operano in parrocchia, gridiamo forte la nostra indignazione, poiché il nostro parroco, in tutti questi anni di indagini, non è stato mai ascoltato dal giudice».

Gli estensori del volantino sottolineano come tutti i fedeli hanno avuto la possibilità di stare vicino a don Vincenzo Calà e rendersi conto personalmente della delicatezza con la quale trattava piccoli e grandi, anziani e giovani, maschi e femmine. «Nei campeggi, che padre Enzo ogni anno ha organizzato con i giovani – dice il documento – aveva la presenza costante dei genitori che lo aiutavano, giorno e notte, nella gestione dell’attività estiva. Nessuno ha notato qualche cosa di anomalo che destasse il benché minimo sospetto di pedofilia. I genitori gli hanno sempre affidato i propri figli per il Grest e non ci sono mai state segnalazioni di alcun genere».

I rappresentanti della San Vincenzo, della Corale Polifonica, dai Gruppi catechistico e liturgico, dal Terz’Ordine Carmelitano, dal Consiglio degli affari economici e dalla Confraternita Maria Santissima Annunziata, nel ribadire la loro stima al sacerdote, sono certi della sua innocenza e altrettanto che, «il Signore farà trionfare la verità anche davanti agli occhi di chi ha cercato di infangarla».

Ovviamente, tutti i parroci della comunità ecclesiale di Randazzo, nel corso delle omelie delle Messe domenicali, non si sono tirati indietro nel commentare la vicenda nella quale è rimasto coinvolto il confratello della Chiesa Madre, definendo tale situazione nella quale si è venuto a creare a dir poco «incredibile». Gli hanno assicurato la loro preghiera nella certezza che la verità trionfi.

In serata, un gran numero di giovani, che in passato sono stati seguiti nella sua attività parrocchiale da padre Vincenzo Calà, hanno organizzato un sit in di preghiera nella piazza antistante la chiesa dedicata a Cristo Re, nella frazione di Montelaguardia, proprio per testimoniare la loro vicinanza al loro parroco.
Nel frattempo, la cura delle parrocchie Maria Santissima Assunta e Maria Santissima del Monte Carmelo, è stata affidata dal vescovo di Acireale, monsignor Antonino Raspanti, a padre Piergiorgio Rasano.

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