Vicenda don Gatti, alla curia chiesto un milione di euro

 PERUGIA – Mediazione da 1 milione di euro per chiudere la vicenda degli abusi sessuali perpetrati da don Lucio Gatti a danno di alcuni ospiti delle strutture gestite dal sacerdote della diocesi di Perugia-Città della Pieve. E la chiamata in mediazione, che precede obbligatoriamente qualsiasi citazione civilistica davanti al giudice, è stata fatta non solo a carico del sacerdote, ma anche della curia perugina.

Il processo penale a carico del sacerdote si è concluso con un patteggiamento a due anni di reclusione (con sospensione della pena): l’episodio incriminato sarebbe avvenuto a Cenerente una sera in cui il sacerdote avrebbe costretto uno degli ospiti della struttura a dormire con lui) e non di violenza consumata. Le cinque persone che accusavano il sacerdote avevano sempre parlato di tentativi di approcci sessuali, di toccamenti, della dura vita in comunità, della doccia calda a giorni alterni e dei vestiti in comune, compreso l’?intimo.

L’accusa era di molestie sessuali e abuso dei mezzi di correzione. La giustizia ecclesiastica ha deciso per la sospensione per cinque anni dalle funzioni religiose. Il patteggiamento, inoltre, è stata una scelta processuale per uscirne senza tanto rumore e tagliando fuori proprio le vittime come parti civili. Le quali hanno tutte le intenzioni di rivalersi in sede civile. Prima, però, c’è la mediazione. Le parti si siederanno davanti ad un tavolo e decideranno se procedere con la mediazione.

Se una delle parti rifiuta si va in causa. Secondo gli avvocati Alessandro Fratini e Federico Mazzi, difensore di uno dei ragazzi che denunciò le molestie, i vertici della curia perugina non potevano non sapere dei comportamenti del sacerdote e, quindi, sarebbero responsabili dell’omessa vigilanza o di non aver provveduto a fermare tali molestie. Da qui la richiesta di 1 milione di euro. Una richiesta che ricalca un po’ quelle che si fanno in un procedimento per un incidente stradale si cita l’assicurazione come responsabile civile. Al momento solo un ragazzo camerunense, residente in Belgio, che aveva raccontato degli abusi davanti alle telecamere delle Iene, ha presentato una domanda risarcitoria da discutere in mediazione il 2 luglio.

Le altre vittime, nel processo penale assistite dagli avvocati David Zaganelli, Massimo Brazzi, non hanno ancora presentato alcuna richiesta. Altre vittime si sono affidate allo studio legale Bagianti e le notifiche della mediazione saranno effettuate nei prossimi giorni.

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