L’avvocato Carlo Taormina assiste la vittima di padre Vito Beatrice

Don Vito Beatrice è accusato di aver approfittato sessualmente di un bimbo dall’età di 9 anni.

 Prima che a Dio, dovrà rispondere alla giustizia. Il processo che vede imputato don Vito Beatrice per violenza sessuale continuata e aggravata inizierà il prossimo 10 ottobre davanti all’ottava sezione penale del Tribunale di Roma.

L’accusa contesta al religioso della Congregazione dei Chierici Regolari di Somasca di aver abusato dell’autorità che gli derivava dall’essere precettore e padre spirituale di Vincenzo (nome di fantasia) nel commettere le violenze sul minore.

Erano stati infatti i genitori, originari del frusinate, ad affidare nella Pasqua del 1995 il bambino, che all’epoca non aveva ancora compiuto 9 anni, all’educazione e all’istruzione del prete, presso la chiesa di Sant’Alessio all’Aventino.

Gli abusi sessuali si sarebbero consumati per undici lunghissimi anni, fino al 2006, quando il ragazzo aveva ormai compiuto 20 anni. Oltre che nella dimora del prelato, le violenze sarebbero avvenute anche all’interno di strutture ecclesiastiche.

A Roma, a Genova e in varie località estere, “approfittando di circostanze di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la privata difesa – si legge nel capo d’imputazione – in ragione non solo della minore età della persona offesa, ma anche della sua condizione di soggetto a lui affidato per la cura, la crescita e l’evoluzione esistenziale”.

Tra le aggravanti che lo scorso 30 aprile hanno portato al rinvio a giudizio di don Vito, vi è anche la violazione dei doveri inerenti alla qualità di ministro del culto cattolico e l’abuso di relazioni di coabitazione e ospitalità.

Originario della provincia di Avellino, 70 anni appena compiuti, dopo essere stato assegnato alla chiesa di Sant’Alessio all’Aventino, a Roma, padre Beatrice è stato in servizio nella segreteria scolastica del centro culturale del Collegio degli Emiliani, nel quartiere Nervi di Genova. Verrà però processato solo per le presunte violenze commesse tra il 2000 e il 2004.

Quelle che si sarebbero consumate nel periodo precedente, ossia dal 1995 al 2000, quando Vincenzo aveva meno di 14 anni, risultano prescritte. Mentre quelle successive al 2004, protrattesi fino al 2006, sono state giudicate dal gup del Tribunale di Roma improcedibili per tardività della querela.

La denuncia è stata presentata soltanto il 27 gennaio 2011. Fino ad allora, infatti, i genitori non avevano mai avuto sospetti sulla vita del loro bambino e sulla condotta del prete al quale l’avevano affidato.

La verità è emersa soltanto quando, nel febbraio del 2010, Vincenzo (che quest’anno compirà 28 anni) ha tentato di togliersi la vita gettandosi in un fiume nella zona di Frosinone. Fu allora che decise di raccontare tutto, prima alla fidanzata e poi ai genitori.

Valeria Di Corrado

http://www.iltempo.it/mobile/cronache/2014/06/22/sacerdote-a-processo-uso-violenza-per-11-anni-1.1263541

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