Il Papa a giugno celebrerà una messa con otto vittime degli abusi. Ma non chiama nessuna di quelle che gli hanno inviato l’appello.

Sono persone provenienti da vari Paesi tra cui Germania, Inghilterra, Irlanda. L’annuncio dello stesso Pontefice sul volo di ritorno dalla Terra Santa, che ha chiarito anche che l’incontro tra Peres e Abu Mazen “sarà di preghiera”

La prossima settimana, il 6 o il 7 giugno, papa Francesco celebrerà a Santa Marta una messa con un gruppo di otto vittime della pedofilia provenienti da vari Paesi tra cui Germania, Inghilterra, Irlanda. Saranno accompagnate dal cardinale O’Malley. Lo ha annunciato lo stesso Pontifice sul volo di ritorno dalla Terra Santa.

Pedofilia come le messe nere, tolleranza zero” – “La pedofilia è un problema grave. Un sacerdote che fa questo tradisce il corpo del Signore, come nelle messe nere”, ha spiegato annunciando che sugli abusi “non ci saranno privilegi”. “Oggi ci sono tre vescovi sotto indagine e si sta studiando la pena: si deve andare avanti, tolleranza zero”.

“Incontro Peres-Abu Mazen sarà di preghiera” – “L’incontro in Vaticano sarà un incontro di preghiera, non servirà per fare una mediazione. Ci riuniremo a pregare. Poi ognuno tornerà a casa”, ha spiegato papa Francesco in merito all’incontro di pace con il presidente israeliano Shimon Peres e quello palestinese Abu Mazen, da lui invitati in Vaticano. “Ci sara’ un rabbino, un islamico, ci sarò io. Ho chiesto al custode di Terra Santa – ha aggiunto – di organizzare le cose pratiche”.

“Ratzinger ha aperto porta per papi emeriti” – “Un vescovo di Roma che sente le forze venire meno deve farsi le stesse domande di Benedetto XVI”, ha poi ricordato. Per il pontefice, Ratzinger “non è un caso unico: ha aperto la porta dei Papi emeriti, che prima non c’erano”. Alla domanda dei giornalisti se lui stesso, nel caso dovesse sentire venir meno le forze, farebbe la stessa scelta di Benedetto XVI, Bergoglio ha risposto: “Farò quello che il Signore mi dirà di fare: quindi pregare e cercare la volontà di Dio”. 

“Celibato preti dono a Chiesa, lo apprezzo” – “Il celibato sacerdotale non è un dogma di fede, ma una regola di vita che io apprezzo tanto: un dono per la Chiesa. Per una discussione ci sono le porte aperte – ha aggiunto – ma in questo momento sono altri i temi sul tappeto”.

“Beatificazione Pio XII ferma, non c’è miracolo” – La causa di beatificazione di Pio XII “è aperta, io mi sono informato, ma ancora non c’è nessun miracolo. Se non ci sono miracoli non possiamo andare avanti. Dobbiamo guardare alla causa nella sua realtà – ha aggiunto – ed è questa: non ci sono miracoli, quindi non può andare avanti”.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/2014/notizia/il-papa-a-giugno-celebrera-una-messa-con-otto-vittime-degli-abusi_2047378.shtml

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