Ravenna, don Giovanni in manette per pedofilia Controlli anche a Bergamo

Le verifiche hanno interessato anche le province di Bergamo e di Treviso. Ad allargare le possibilità di contatto del religioso con ragazzini, oltre alla posizione geografica offerta da Casalborsetti – sul litorale e quindi meta turistica – c’è anche la passione per il cinema che lo aveva portato in varie città

  L’inchiesta che ha portato in manette per pedofilia un parroco della provincia di Ravenna è arrivata fino a Bergamo. Don Giovanni Desio era stato arrestato lo scorso 5 aprile per atti sessuali con minori Casalborsetti, sul litorale ravennate.

Soprannominato ‘zio John’, 52 anni, originario di Milano e da 13 anni parroco della piccola località rivierasca, don Desio è finito al centro di un’inchiesta anti-pedofilia.

Nella tarda mattinata di mercoledì nel locale dove abitava il don, sigillato dal giorno dell’arresto, sono giunti gli agenti della squadra Mobile e della Scientifica, il vicequestore aggiunto Nicola Gallo e il Pm Isabella Cavallari, titolare del fascicolo. Gli inquirenti sono in cerca di altro materiale utile alle indagini, oltre a quello sin qui sequestrato come computer, cellulari, fotografie e giocattoli. In particolare saranno acquisiti i numerosissimi filmati che don Desio, appassionato cinefilo, ha collezionato negli anni.

Nei giorni scorsi la polizia, oltre a diversi ragazzini, ha ascoltato numerosi genitori che si sono fatti avanti dopo avere appreso della notizia dell’arresto del sacerdote. Oltre a quella di Ravenna, le verifiche hanno toccato le province di Bergamo e di Treviso. Ad allargare le possibilità di contatto del religioso con ragazzini, oltre alla posizione geografica offerta da Casalborsetti – sul litorale e quindi meta turistica – c’è anche la passione per il cinema che aveva portato don Desio in varie città sedi di festival, tanto che nel novembre 2011 aveva rappresentato l’Italia nella giuria del festival di Mar del Plata, in Argentina.

Don Desio, tuttora nel carcere di Forlì in ragione dell’ordinanza emessa dal Gip Rossella Materia, è accusato di adescamento, atti sessuali con alcuni giovani tra 14 e 15 anni e di sostituzione di persona, per avere preso su un social network l’identità di un ragazzino al fine di scriversi un post di autosostegno e di attaccare i giornalisti dopo l’incidente che nel febbraio scorso lo aveva visto finire nel canale di Casalborsetti con un suv Bmw nuovo da 35 mila euro e un tasso alcolemico di quasi quattro volte superiore al limite.

http://www.bergamonews.it/cronaca/ravenna-don-giovanni-manette-pedofilia-controlli-anche-bergamo-188594

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