Don Desio, le intercettazioni: «A Pasqua un po’ di svago con uno dei ragazzini»

 Don Giovanni Desio – il parroco di 52 anni, da 13 in servizio alla chiesa di Casal Borsetti arrestato sabato mattina dalla polizia nell’ambito di un’indagine anti-pedofilia – è accusato di adescamento, atti sessuali con minorenni e anche sostituzione di persona. Quest’ultima ipotesi di reato – citiamo un’agenzia dell’Ansa del tardo pomeriggio di domenica – farebbe riferimento alle circostanze nelle quali poche settimane fa si era aperta l’inchiesta, coordinata dal Pm Isabella Cavallari. In quell’occasione il padre di un giovane aveva notato un messaggio sul profilo Facebook del figlio che aveva attirato la sua attenzione: il sospetto è che possa averlo scritto don Desio, utilizzando l’identità e la password del ragazzo al fine di difendersi da quelli che considerava attacchi della stampa, a nome del giovane, dopo l’incidente che a febbraio lo aveva visto finire ubriaco nel canale con il suo costoso suv Bmw da 35.000 euro.

L’interrogatorio di garanzia del sacerdote, difeso dall’avvocato Enrico Maria Saviotti, è stato fissato per oggi (lunedì 7 aprile) davanti al Gip Rossella Materia, la stessa che aveva firmato la misura cautelare carceraria scrivendo, tra l’altro, che “di fronte a figura con spiccata spregiudicatezza e capacità a delinquere” e con “totale assenza di freni inibitori”, la sua condotta “poteva essere contrastata solo attraverso la misura estrema di cautela”.

Gli abusi sessuali attribuiti a don Giovanni Desio vengono ricondotti ad almeno 4-5 ragazzini di età tra i 14 e i 15 anni, non tutti della medesima parrocchia. Le indagini, oltre che sull’esame delle intercettazioni, proseguono sugli elementi sequestrati in canonica, tuttora sigillata. Tra il materiale sequestrato figurano il computer del prete, diverse foto, appunti, agende, materiale tecnologico e alcuni giochi.

L’unico ad avere finora avuto la possibilità di fare visita in carcere a Ravenna a don Desio dopo l’arresto – citiamo sempre l’Ansa – è stato il cappellano della casa circondariale di Port’Aurea, don Sergio. Quest’ultimo ha riferito di una persona che tutto sommato sta bene, in relazione alla portata della vicenda che lo ha travolto. L’unico parente stretto del don, che è originario del Milanese, è l’anziana madre: il compito di avvertire la donna è probabilmente toccato a uno zio che era stato avvisato dell’accaduto poco dopo l’intervento della polizia. Non è escluso che nelle prossime ore la squadra mobile possa compiere un nuovo sopralluogo nella canonica di Casal Borsetti, da ieri sigillata dopo la notifica della misura cautelare al sacerdote.

La misura restrittiva a carico di don Giovanni Desio, si è intanto appreso, è stata decisa per il presunto pericolo di reiterazione del reato: in un’intercettazione il sacerdote avrebbe fatto riferimento alla possibilità di poter conservare la patente, nonostante l’incidente dello scorso febbraio, per tutto il periodo di Pasqua e di conseguenza di poter avere un momento di svago con uno dei ragazzini presumibilmente abusati.

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