Processo rinviato al 24 giugno per il prete accusato di tentata violenza

 Colpo di scena ieri mattina all’apertura del processo davanti al Gup di Perugia nei confronti del viceparroco della chiesa dell’Annunziata di Giulianova, don Elvio Re, che deve rispondere di tentata violenza carnale da una donna di Santa Maria degli Angeli, sua conoscente. Il processo è stato aggiornato al 24 giugno in quanto il sacerdote ha deciso di cambiare uno dei due avocati, quello che gli era stato assegnato «di fiducia» dal Tribunale quando venne tratto in arresto, Concetta Colleoni. Al suo posto l’avvocato Simone Pillon, esperto di problemi sociali e della famiglia. Naturalmente il nuovo legale ha chiesto i termini a difesa, in pratica di leggere le carte processuali, anche se un’idea della situazione se l’è fatta: «Non credo che ci siano le condizioni per condannare Don Elvio», ha dichiarato ieri Segno che deve sentirsi abbastanza sicuro, sostenendo anche che «il rito abbreviato si chiede proprio quando si è convinti dell’innocenza dell’imputato. Il processo è stato in gran parte impostato, ora lavorerò su questo». Il sostituto procuratore Gemma Miliani il 24 febbraio scorso aveva chiesto per il viceparroco dell’Annunziata il giudizio immediato, richiesta alla quale i difensori del prelato, Massimo Spaccasassi e Concetta Colleoni, avevano opposto quella propria di giudizio abbreviato. Il sacerdote originario del Maceratese, ma era da anni in servizio presso la parrocchia giuliese, si trova ai domiciliari in una struttura religiosa di Città di Castello dopo un mese e mezzo trascorso in carcere, in seguito all’arresto avvenuto il 17 settembre dell’anno scorso.
Ad accusare il parroco, secondo la difesa con un tranello ben orchestrato, la donna, conoscente del parroco per una frequentazione famigliare con la figlia quando questa abitava in una roulotte a Giulianova e oggi parte civile nel prossimo processo. La 50enne, che vive ad Assisi, ha sostenuto che don Elvio quella mattina sarebbe andato a trovare a casa, racconta che l’uomo avrebbe tentato di stuprarla dopo averle strappato i vestiti. Si era rivolta ai carabinieri della stazione di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, dove sarebbe arrivata con le vesti strappate e in stato confusionale, raccontando ai militari quanto le fosse accaduto. Secondo quanto si è appreso, tra la donna e il sacerdote c’era stato un precedente: una denuncia presentata dalla donna poche settimane prima per molestie telefoniche.

http://www.ilmessaggero.it/ABRUZZO/prete_violenza_sessuale_processo_giulianova/notizie/556821.shtml

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