Abusi sessuali a Nardò 3 anni e mezzo al parroco La Curia risarcirà la vittima

di LINDA CAPPELLO
NARDO’ – La Procura chiede l’assoluzione ma il Tribunale lo condanna. Tre anni e mezzo di carcere sono stati inflitti ieri a don Quintino De Lorenzis (nella foto), 38 anni, originario di Alliste, ex parroco della chiesa San Gerardo Majella di Nardò. Secondo l’accusa, il prelato avrebbe molestato sessualmente un giovane cittadino marocchino che si era rivolto a lui per avere dei vestiti puliti. L’episodio risale al 15 ottobre 2010, e in seguito all’avvio dell’inchiesta don Quintino lasciò la parrocchia

NARDO’ – Condanna a tre anni e mezzo di carcere per il sacerdote accusato di aver palpeggiato un giovane immigrato. E per le molestie in canonica dovrà pagare anche la Curia, trascinata in aula come responsabile civile delle attività svolte dal prete.È questo l’epilogo del processo a don Quintino De Lorenzis, 38 anni, originario di Alliste, ex parroco della chiesa di San Gerardo Majella. Una sentenza che fa rumore, anche perché, secondo il pubblico ministero di udienza Antonio Negro, don Quintino era innocente e per questo aveva invocato l’assoluzione con formula piena, «perché il fatto non sussiste». I giudici della seconda sezione penale, però, sono stati di diverso avviso. Il collegio ha disposto anche una provvisionale di 20mila euro in favore della vittima, che dovrà essere risarcita in solido dal parroco e dalla Curia vescovile di Nardò.

L’accusa di violenza sessuale, formulata dal pm Stefania Mininni, si basa su un singolo episodio, che risale al 15 ottobre del 2010. In quel periodo, il giovane straniero (un 27enne marocchino in attesa del permesso di soggiorno) risiedeva a Nardò, paese della fidanzata, e si trovava in grosse difficoltà economiche non riuscendo a trovare lavoro. Per questo pensò di rivolgersi al parroco di una chiesa nelle vicinanze. E il 14 ottobre si recò in parrocchia e in quell’occasione il sacerdote gli offrì il suo aiuto, chiedendogli di passare il giorno seguente per ritirare alcuni capi d’abbigliamento.

E infatti, a distanza di 24 ore, il giovane si presentò all’appuntamento. L’incontro avvenne in sacrestia, e pare che in chiesa non ci fosse nessun altro. Nella denuncia il marocchino racconta che, mentre lo aiutava a cambiarsi i vestiti per indossare quelli nuovi, il parroco lo avrebbe palpeggiato nelle parti intime.

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