Accusa di calunnia, il vescovo “interroga” don Pinetto. Il sacerdote: “Non so nulla di questa iniziativa della magistratura”

SAVONA. «Se si deve denunciare una mancanza lo si fa nell’ambito del presbiterio, dal vescovo o, al massimo (nel caso in cui nè presbi­terio, nè vescovo ascoltino) per casi gravi alla magistratura». Sulla pe­dofIlia l’indicazione era stata chia­rada parte del vescovo Lupi. Un in­vito ai preti savonesi, ormai di qualche mese fa, contenuto in una relazione interna sulle indagini con cui la chiesa savonese aveva scagionato don Pinetto dalle accu­se di abusi sessuali e pedofilia.

Ieri il contenuto è tornato d’at­tualità dopo che monsignor Vitto­rio Lupi ha deciso di andare afondo e di vederci chiaro anche sull’ accu­sa, sempre nei confronti di don Pie­tro Pinetto, di calunnia verso un ex seminarista (Sandro P.) che lo ave­va denunciato per fatti risalenti a 38 anni fa, in seminario.

Lupi e Pinetto si sono incontrati negli uffici della diocesi, con loro anche il vicario don Antonio Ferri e il responsabile dell’ufficio stampa diocesano Marco Gervino. Nei me­si scorsi il dossier diffuso nella giornata della Solennità del Sacro Cuore aveva scagionato don Pinet­to. Con una premessa «Sul proble­ma pedofilia prima di accusare pubblicamente un confratello oc­corre essere certi della sua colpe­volezza» si legge nel testo della re­lazione rivolta ai sacerdoti, ma so­prattutto bisogna rivolgersi in pri­ma battuta all’interno della chiesa e non alla magistratura.

Un’indicazione e un invito netto, da parte di monsignor Lupi. Domenica scorsa don Pinetto, do­po la messa celebràta nella chiesa di San Michele a Celle, aveva ricevuto la telefonata di convocazione

dal vescovo in persona per avere «chiarimenti» in merito all’accusa di avere calunniato un ex seminari­sta che lo aveva denunciato per abusi sessuali.

Una denuncia, quest’ultima, poi archiviata per pre­scrizione. I pre­sunti episodi in­fatti risalivano a 38 ani fa Ieri mat­tina negli uffici della diocesi c’è stato il faccia a fac­cia tra Lupi e don Pietro Pinetto, che gestisce la par­rocchia di Celle dopo aver diretto la parrocchia di Noli e ancor prima il seminario di via Ponzone a Savona. A1termine don Pi­netto ha soltanto voluto ribadire «di aver avuto confer­ma della solidarie­tà e vicinanza del· vescovo». Sulla questione dell’indagine a suo carico per la calunnia nei confronti di Sandro P., il sacerdote cellese si è limitato a dire: «Non mi risulta. Personalmente non ho ricevuto nessun atto o avviso che mi comu­nicasse di essere indagato. E il mio awocato (Marco Altamura) mi ha confermato sino a questa mattina (ieri) di non aver ricevuto nessuna comunicazione dalla Procura».

Il parroco di Celle, ex direttore del seminario, ha riferito al vescovo che nel pomeriggio di ieri ha chie­sto al suo legale di recarsi in Procu­ra per un colloquio con il sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro che conduce le indagini su di lui «e chiedere di questa storia del­la calunnia.

Nella relazione del vescovo di me­si fa, ripresa a margine dell’incon­tro di ieri in diocesi, è ritornata d’attualità la parte riservata pro­prio a don Pinetto. «Per entrare nel merito delle ultime accuse rivolte à don Pinetto si legge nel testo una prima accusa su comportamenti che risalgono a cinquant’anni fa, poco chiari, non facilmente e uni­vocamente decifrabili, e comun­que davvero di non grande rilevan­za. La successiva lettera poi che lo accusava di presunti fatti che sa­rebbero awenuti quasi cinquan­t’anni fa, contiene molti riferimen­ti a persone, luoghi, ecc. Ciò ha con­sentito una verifica di quanto espo­sto. Fatte tutte le indagini in maniera scrupolosa, nessuno di questi riferimenti ha avuto un ri­scontro positivo, non c’è alcun spunto che possa determinare una colpevolezza. Lupi aveva conclu­so la sua relazione con «voglio ri­confermare la mia fiducia e la par­tecipazione alla sofferenza soprat­tutto a don Pinetto».

Alberto Parodi Il Secolo XIX Savona

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