La Procura smentisce la diocesi di Savona: “Don Pietro Pinetto è un prete pedofilo” Il vescovo Lupi processi il sacerdote

La Procura smentisce la diocesi di Savona: “Don Pietro Pinetto è un prete pedofilo” Il vescovo Lupi processi il sacerdote E’ ormai una consuetudine nella diocesi di Savona. Ogni volta che esce un comunicato stampa, non passano 24 ore che viene smentito. Ieri il vescovo diceva “A seguito delle indagini condotte dalla Magistratura non hanno trovato riscontro i fatti denunciati.” Peccato che fosse una BUFALA, prontamente pubblicata dalle testate online. La Procura della Repubblica di Savona ha concluso dopo dieci mesi le indagini che vedevano accusato di molestie il sacerdote Pietro Pinetto, per fatti avvenuti nel Seminario Vescovile di Savona. I fatti erano già stati segnalati dalla Rete L’ABUSO, sia alla Procura della Repubblica che al vescovo di Savona nel 2010, ma non erano stati presi in considerazione dalla giustizia, in quanto vi era una sola vittima, peraltro prescritta. Dal momento che non vi era apparentemente il rischio di ripercussioni in sede penale, il vescovo di Savona pensò bene di far finta di nulla e non intervenne. Ma come si dice, il diavolo fa le pentole, ma non fa il coperchio, e nel marzo del 2013 spuntò un’altra vittima, anche lei per abusi commessi nel seminario e anche lei accusò il sacerdote, rivolgendosi alla Rete L’ABUSO. Come da procedura fu inviata la documentazione alla Procura e fu invitata la vittima a presentarsi spontaneamente alle autorità e denunciare. La vittima denunciò, ma purtroppo anche gli abusi nei suoi confronti sono prescritti; il fascicolo era apparentemente destinato all’archiviazione. Ma c’è un colpo di scena, il sacerdote querelò la vittima che lo ha denunciato, Francesco Zanardi portavoce della Rete L’ABUSO e la giornalista Silvia Campese per diffamazione. Grazie a questa denuncia, la Procura fu stata costretta ad indagare. Sono emerse altre testimonianze, comprese le denunce fatte all’allora vescovo di Savona Franco Sibilla, che non intervenne. Al momento è stata ritirata la querela nei confronti della vittima Sandro P. ma la Procura della Repubblica di Savona ha rinviato a giudizio il sacerdote. Stavolta l’accusa sarebbe quella di calunnia nei confronti della vittima. Resta invece pendente la posizione del portavoce della Rete L’abuso Francesco Zanardi e della giornalista del Secolo XIX Silvia Campese, entrambi querelati dal sacerdote per diffamazione. Ora resta da capire la posizione della diocesi nei confronti del sacerdote, il quale è stato salvato dalla prescrizione, questo per quello che riguarda la legge civile, per quello che riguarda invece la legge canonica il sacerdote può essere giudicato. In un comunicato stampa diramato dalla Diocesi di Savona lo scorso marzo il vescovo aveva dichiarato che se i fatti si fossero rivelati fondati sarebbe intervenuto con fermezza. La notizia aveva fatto il giro d’Italia, la promessa solenne fu fatta durante la festa Patronale di Savona proprio dal vescovo, acclamato persino dalle autorità presenti. Bisogna prendere atto che le dichiarazioni della curia sono parecchio divergenti da quello che invece dice la Procura della Repubblica. E’ stato chiesto il rinvio a giudizio per calunnia nei confronti di una vittima che lo accusava. A leggere il comunicato divulgato ieri dalla stessa diocesi, sembrerebbe che le intenzioni del vescovo siano cambiate adesso, malgrado la Procura la pensi diversamente. E sembrerebbe che la diocesi sia disposta a chiudere anche tutti e due gli occhi nei confronti del sacerdote, dando per scontata una innocenza che la Procura smentisce. Per questo chiediamo al vescovo Lupi di essere coerente; inizi un processo canonico a carico di don Pietro Pinetto.

Avv. Sergio Cavaliere

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