SAVONA: Il Vescovo Lupi dice che “Dopo indagini Magistratura, nessun riscontro accuse a don Pietro Pinetto”

La diocesi ha scelto di divulgare lo scambio epistolare tra il prete ed il Vescovo.

Lo scorso marzo la diocesi di Savona-Noli era stata investita da un grosso scandalo: don Pietro Pinetto, parroco di Celle, sarebbe infatti stato accusato di pedofilia. La notizia aveva avuto un grande risalto sulla stampa: a seguito state condotte indagini sia da parte della difesa che della Magistratura a seguito delle quali non hanno trovato riscontro i fatti denunciati.

Coerentemente con la ferma volontà di totale chiarezza ribadita in più occasioni, e in particolare nell’Omelia della festa Patronale del 18 marzo scorso, il vescovo Vittorio Lupi ritiene opportuno portare a conoscenza della comunità diocesana e della cittadinanza questa notizia che, di fatto, pone fine alla vicenda e restituisce la dignità a un sacerdote. Il sacerdote ha scritto una lettera al Vescovo e da lui ha ricevuto una risposta.

Come già affermato, il Vescovo rinnova la propria totale disponibilità ad accogliere ogni tipo di segnalazione che riguardi eventuali comportamenti inappropriati in ambito ecclesiale, ma la diocesi respingerà con forza la pratica di processi sommari e mediatici e le accuse strumentalmente diffamatorie, operando per il corretto accertamento dei fatti e, se del caso, tutelando gli interessati nelle sedi appropriate.

Di seguito riportiamo entrambi gli interventi:

Lettera di don Pietro Pinetto, inviata al Vescovo   
“Caro Vescovo,  
dopo tanti mesi di angoscia e tormento personale dovuto alla diffusione di notizie di stampa che mi vedevano accusato e descritto come un mostro, finalmente ho ritrovato un po’ di serenità e trovo giusto condividere questo mio stato d’animo.  
A seguito di quelle notizie ho fatto svolgere accurate indagini sugli episodi, assai risalenti nel tempo, dei quali venivo accusato; sulla base dei risultati ottenuti mi sono determinato a querelare coloro che le avevano diffuse. La Magistratura ha ritenuto di svolgere, a sua volta, indagini a riscontro delle mie affermazioni e, alla fine, ho avuto modo di confrontarmi personalmente con chi mi aveva accusato.  
Da questo confronto è emerso che le cose, in effetti, non erano andate come inizialmente era stato affermato contro di me e che, in particolare, taluni episodi erano stati del tutto travisati.  
Ritengo di poter serenamente convivere con la mia coscienza, come ho fatto finora, sapendo di non aver assolutamente commesso gli abusi dei quali ero stato accusato e ben potendo veder riconosciuta da tutti – proprio in ragione delle ritrattazioni del mio accusatore – la mia innocenza; peraltro sono consapevole, ancor di più di prima, di quanto sia necessario perdonare e ricevere perdono.  
Qualcuno, forse – e per ragioni imperscrutabili – vorrà continuare in operazioni strumentali di scandalo e di conflitto violento, non pago delle profonde e personali conclusioni a cui sono pervenute (con fatica, ma costruttivamente) le parti in causa: me ne farò una ragione, convinto – come sono – di aver personalmente agito secondo coscienza e in modo conforme alla mia realtà sacerdotale; costoro faranno i conti con la propria di coscienza e, se del caso, si assumeranno la responsabilità del loro malevolo comportamento.  
Voglio concludere ringraziando quanti mi sono stati vicino e, in particolare, quanti hanno consentito un positivo epilogo di questa vicenda, capaci di farci mettere in discussione e di accettare di comprendere le ragioni dell’uno verso l’altro.   

Don Pietro Pinetto”

         
Lettera del vescovo Vittorio Lupi a don Pietro Pinetto   
Carissimo Don Pietro,      

ho ricevuto la tua lettera in cui esprimi il sollievo per la felice conclusione della vicenda che, tuo malgrado, ti ha visto coinvolto. Sono stati mesi di sofferenza per tutti, ma alla fine fa piacere constatare che la verità viene a galla ed in termini assai distanti da quelli che erano stati originariamente prospettati.  
Come sai, ho voluto anch’io appurare le eventuali responsabilità senza nemmeno avere la presunzione della tua innocenza: dalle indagini da me fatte svolgere e seguite da vicino ho potuto rilevare l’infondatezza delle accuse che ti venivano rivolte.   
Nella mia convinzione, e nella mia certezza che man mano si faceva strada circa la tua innocenza, ero confortato dalle tantissime testimonianze dei tuoi parrocchiani, dei tuoi giovani e di tanti scout che ti conoscono bene e che mi hanno espresso nei tuoi confronti stima e apprezzamento e si sono dichiarati assolutamente determinati nel non dare nessun credito alle accuse che ti venivano mosse. Particolarmente significativa è stata l’adesione degli ex seminaristi che hanno voluto incontrarti per manifestarti la loro stima e il loro affetto. Sono la conferma del tuo positivo operare come educatore del Seminario.  
Peraltro ho molto apprezzato che il tuo approccio alla vicenda non si sia limitato ad un arroccarsi su certezze e contrapposizioni: il tuo atteggiamento di comprensione verso le ragioni dell’altro e la riconciliazione che ne è conseguita mi paiono significative di uno stile che dovrebbe sempre informare il modo di procedere di questa nostra Chiesa.  
Non mi resta che ringraziare il Signore per questa felice circostanza che vede da una parte restituita la dignità e l’onorabilità a un sacerdote ingiustamente e pubblicamente accusato e dall’altra, una personale presa di coscienza di situazioni di disagio e sofferenza. E’ questa presa di coscienza che ci fa capaci di ricondurre gli eventi nel loro giusto alveo di situazioni personali e non di messa sotto accusa di tutta la linea formativa del seminario quasi fosse una patologia di sistema, come affermato in maniera aberrante da alcuni.  
Hai potuto, e noi con te, sperimentare la beatitudine di Gesù per coloro che sono ingiustamente insultati e accusati. Ti ricordo con affetto, prego per te e ti invio la mia benedizione.  

Savona, 12 dicembre 2013  

 r.g

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