Si allarga l’inchiesta sui preti pedofili «Altri religiosi nel giro dei ragazzi di vita»

Don Poggi ha consegnato ai carabinieri una chiavetta con foto e documenti

di Valentina Errante

ROMA – E’ tornato davanti ai carabinieri lo scorso 6 giugno, dopo la prima denuncia dell’8 marzo e la successiva integrazione firmata a tre giorni di distanza. Don Patrizio Poggi, il sacerdote, sospeso “a divinis” a causa di una condanna per abusi sessuali su minori, ha riferito di sacerdoti e prelati che avrebbero approfittato di ragazzini pronti a prostituirsi. E ai militari, l’ultima volta, ha consegnato anche una chiavetta con foto e documenti, per dimostrare quanto aveva sostenuto e tentare di documentare il coinvolgimento di religiosi di ogni livello nel giro di ragazzi di vita. Di fatto nulla che possa confermare senza altri accertamenti le sue dichiarazioni: soltanto altri spunti e altri nomi di testimoni per le indagini.

Nel nuovo verbale, l’ex sacerdote, che ha chiesto il reintegro nei ranghi della chiesa, ha fatto anche altri nomi di presunti religiosi pedofili, dopo i nove già consegnati agli inquirenti. Sacerdoti e un altro prelato che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero frequentato minorenni.

Intanto il procuratore aggiunto Maria Monteleone, che coordina le inchieste sui reati sessuali, ha già convocato molti di quei ragazzini, alcuni non più minorenni, indicati da Poggi. Ma anche i testimoni che avrebbero dovuto confermare le sue parole. Sono due i filoni dell’indagine: l’ipotesi di sfruttamento della prostituzione, che coinvolge un ex carabiniere, Giuseppe Buonviso, Giancarlo Aleandri e Marcello Righettini, accusati da Poggi di procurare ragazzi ai religiosi. Poi l’aspetto che riguarda il reato di violenza sessuale aggravata. Una vicenda sulla quale la procura continua a mantenere la massima cautela.

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/preti_pedofili_roma_vaticano/notizie/297648.shtml

Venerdì 28 Giugno 2013 13:46
Lettera aperta ai sacerdoti e fedeli della Diocesi di Tivoli

Tivoli, 28 giugno 2013

Ai sacerdoti, religiosi e religiose, diaconi, seminaristi e fedeli tutti della Diocesi di Tivoli

Carissimi, so che in questi giorni un certo numero di voi è stato turbato da talune vociferazioni calunniose sul mio conto riportate da alcuni mezzi televisivi e di stampa.

Questa situazione che mi ha profondamente addolorato e personalmente amareggiato per la mia assoluta estraneità a vicende del genere, si è fortunatamente risolta nel giro di due soli giorni.

Lo stesso telegiornale che il 25 giugno aveva dato la prima infamante notizia, ha riconosciuto, se pur con tardiva obiettività, nella stessa edizione di due giorni dopo che non c’è – come del resto non ci poteva essere – neppure “alcun addebito” a mio carico essendosi trattato di calunnie divulgate ad arte da un ex sacerdote dimesso dallo stato clericale presumibilmente per “vendetta” (altra spiegazione io non saprei darmi) essendomi io occupato del suo “caso” nei tempi in cui prestavo servizio presso il Vicariato di Roma.

Nessuna denuncia nei miei confronti, nessuna notizia giornalistica, bensì l’invenzione di un diffamante pettegolezzo, è stato causa di tanto fango gettato sulla mia persona ed indirettamente sulla nostra amata comunità diocesana.

Vi ringrazio per la vicinanza e la stima che mi avete dimostrato e che continuate ampiamente a dimostrarmi.

Vi ricordo nella preghiera e vi benedico di cuore mentre vi esorto a continuare insieme, nella serenità, nella fede e con coraggio la nostra missione pastorale.

  • Mauro Parmeggiani

Vescovo di Tivoli

http://www.diocesitivoli.it/il-vescovo/attivita-pastorale/item/861-lettera-aperta-ai-sacerdoti-e-fedeli-della-diocesi-di-tivoli

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