Abusi su bimbo, don Vito verso il processo

 Il collegio degli Emiliani di Nervi dove il padre è stato responsabile culturale prima di essere mandato via

Il prof delle molestie rimane in carcere
Nervi, frate degli Emiliani nei guai per pedofilia

Genova – Dieci anni di orrori, di abusi inflitti a un bambino divenuto adulto e oggi incapace di cancellare quell’incubo, di rimarginare quella ferita dell’anima. È l’accusa per cui la procura della Repubblica di Roma intende chiedere il processo nei confronti di padre Vito Beatrice, frate ex fondatore e responsabile del centro culturale all’interno del Collegio degli Emiliani di Nervi dove, secondo l’accusa, all’insaputa dei vertici della struttura, si sarebbero ripetute le violenze su un ragazzino romano cominciate anni prima nella Capitale. Violenza sessuale continuata e aggravata, compiuta «abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima»: questa l’ipotesi formulata dal pm Silvia Santucci a conclusione delle indagini preliminari iniziate nel 2010, dopo che il ragazzo molestato tentò di togliersi la vita gettandosi in un fiume. Nei giorni scorsi il magistrato romano ha notificato l’avviso di chiusura dell’inchiesta al religioso che oggi vive a Torino, ospite dei padri somaschi, in una stanza già perquisita dai carabinieri e nella quale gli inquirenti trovarono foto e video riguardanti un ragazzino in atteggiamenti osceni. «Filmò e documentò molti dei nostri incontri» ha rivelato il giovane vittima dei presunti abusi che oramai ha 27 anni ma non riesce a dimenticare quel che gli è stato fatto. Tanto che la storia è venuta alla luce dopo un tentativo di suicidio, un anno fa, quando il giovane, 26 anni, tentò il suicidio gettandosi in un fiume per poi raccontare la storia al suo salvatore. «La prima volta che padre Beatrice mi toccò avevo solo 8 anni. Lui 41. Ho subìto per dieci anni. Poi è finita, ma non ho mai avuto il coraggio di parlare di questa storia con nessuno, almeno fino a quando quel carabiniere non mi a riportato a galla e mi ha salvato la vita».

Advertisements