I recenti scandali sessuali nella diocesi di Ravenna

Perquisito il seminario arcivescovile
Caso don Ravagna: carabinieri nella sede di piazza Duomo e nella canonica della parrocchia di San Biagio

28/03/2013 19:02

RAVENNA – Due perquisizioni. Una nella canonica della parrocchia di San Biagio, alle porte del centro, l’altra all’interno del seminario arcivescovile, di fronte al duomo di Ravenna. I carabinieri sono entrati a metà della mattinata di ieri, prima nello stabile accanto alla pieve di via Chiesa, dove hanno sede uffici parrocchiali e alcuni alloggi, poi al seminario. A nessuno, durante quelle ore, è stato concesso di accedere fino a pochi minuti prima delle 13, quando, concluse le ispezioni, dalla sede di piazza Duomo sono usciti gli uomini dell’Arma seguiti dal legale della curia Enrico Maria Saviotti e dal parroco emerito di San Biagio nonché rettore del seminario don Giansandro Ravagna.

Su quali siano i documenti o le riscontranze oggetto delle ricerche degli inquirenti vige il più stretto riserbo. Ma tutto fa pensare che la procura abbia aperto un fascicolo, legittimando le due azioni. Procedura che, va specificato, non è detto contenga alcuna ipotesi di reato. In gergo si parla di ‘modello 45’, un fascicolo aperto per i fatti che non costituiscono notizie di reato e che pertanto non richiedono persone indagate.
Massima discrezione anche da parte della Curia. E’ ormai la mezza quando don Sandro – come amichevolmente lo chiamano i parrocchiani di San Biagio che per oltre 50 anni l’hanno conosciuto come sacerdote – esce dal seminario, preceduto dagli investigatori e scortato da Saviotti. Entra subito nel monvolume del legale parcheggiato all’ingresso, lato passeggero, sguardo fisso in avanti. “Per il momento non abbiamo nulla da dichiarare – spiega Saviotti portiera aperta -. Attendiamo. E’ un momento difficile a causa di questa situazione spiacevole che auspichiamo si concluda al più presto”. L’avvocato non si spinge oltre per chiarire la natura dell’ispezione.

Sulla base però di alcuni fatti recenti che hanno coinvolto l’ambiente ecclesiastico le ipotesi che sorgono spontanee sono essenzialmente due. Va notato infatti che la perquisizione di ieri cade a poca distanza dalla divulgazione di una circostanziata lettera anonima (pubblicata da questo giornale) nella quale una madre ha denunciato presunte molestie che diversi anni fa un prete avrebbe dedicato al figlio – all’epoca di otto anni e ora 30enne – in una parrocchia della Diocesi. Abusi, continua la donna, che sarebbero stati rivolti anche ad altri ragazzini nel corso degli anni. In questo senso la presenza di padre Ravagna, in quanto rettore del seminario, può essere stata d’obbligo nel corso dell’ispezione avvenuta ieri in piazza Duomo.

L’altra ipotesi invece tira in ballo il caso che vede l’81enne parroco emerito di San Biagio vittima dell’estorsione che la mattina del 5 marzo scorso ha portato all’arresto del 36enne lavapiatti camerunense Paul Ndejemene. Lo straniero è finito in manette non appena uscito dalla canonica di via Chiesa con 5mila euro consegnati dal don, frutto di una presunta estorsione a luci rosse. Finora tuttavia, dei presunti filmati a contenuto scabroso che ritrarrebbero il religioso assieme allo straniero non è emersa alcuna traccia. Anzi, sarebbe stato don Sandro stesso – come da lui riferito nella querela – ad averli distrutti non appena ottenuti dal camerunense. La perquisizione di ieri, in questo contesto, potrebbe rimandare a un’ulteriore ricerca di quei misteriosi video scomparsi.
Federico Spadoni
lospado@gmail.com

http://www.romagnanoi.it/news/Cronaca/742969/Perquisito-il-seminario-arcivescovile.html

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