Sesso solo dal buco nel lenzuolo. E doccia in mutande, Le regole della comunità cattolica Familiaris Consortio

Doccia in slip e niente discoteca: le regole ferree della comunità ultra-cattolica del Familiaris Consortio.
Sant’Ilario d’Enza, in Emilia Romagna.

Sesso sì, ma solo attraverso un buco nel lenzuolo.
Perché «lo scopo è procreare, non provare piacere». Quindi – almeno la prima volta – niente contatto tra i due corpi, se non il minimo indispensabile.
È solo una delle regole ferree che – stando a quanto raccontato da Il Fatto Quotidiano – vigono a Sant’Ilario D’Enza, in una piccola comunità del Familiaris Consortio, il movimento ecclesiale cattolico fondato da don Pietro Margini.
Il paese, situato a metà strada tra Parma e Reggio Emilia, conta poco più di 11 mila abitanti.
MATRIMONI TRA MEMBRI DEL GRUPPO. Per alcuni di loro, quelli appartenenti al movimento ultra-cattolico, il tempo è come se si fosse fermato. La comunità esiste ormai da mezzo secolo e raramente entra in contatto con la realtà esterna.
I membri del movimento possono accoppiarsi solo ed esclusivamente tra di loro e devono rispettare un iter estremamente rigido: prima il fidanzamento, quindi l’autorizzazione a tenersi la mano in pubblico, seguita dalla promessa di castità e, infine, dal matrimonio. Vietato sgarrare.
OBBLIGO DI MUTANDE IN DOCCIA. Oltre a quelle sul sesso, esistono altre regole che i membri delle 28 famiglie che formano la comunità sono tenuti a rispettare.
Come il divieto che vige negli spogliatoi sportivi di farsi la doccia nudi. L’uso delle mutande è d’obbligo, ha spiegato un testimone che vuole rimanere anonimo, «per non vedere ciò che non si può».
Per la stessa ragione, alle vacanze al mare sono da preferirsi le gite in montagna. È proibito indossare minigonne e vestiti succinti ed è vietata, ovviamente, la frequentazione delle discoteche, luogo di perdizione per antonomasia. «La nostra è una via in cui ciascuno può verificare, sperimentare e condividere la bellezza della chiamata del Signore», ha spiegato il responsabile Marco Reggiani.
IL CATECHISMO DI PIO X A MEMORIA. Il codice estremamente rigido, però, rende complicata l’interazione tra i membri del movimento e gli altri cittadini di Sant’Ilario: «A volte ci incontriamo con i loro educatori, ma fatichiamo a dialogare», ha raccontato una catechista di una parrocchia vicina. «Hanno regole ferree in cui non ci riconosciamo. Ai loro ragazzi fanno imparare il catechismo di Pio X a memoria, quello dei nostri nonni, poi sostituito dal Concilio Vaticano II».

Lunedì, 11 Marzo 2013

http://www.lettera43.it/stili-vita/sesso-si-ma-solo-attraverso-un-buco-nel-lenzuolo_4367587111.htm

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