Abusi sessuali su bambini adescati all’oratorio: in cella pedofilo a Torre del Greco

Per anni aveva abusato sessualmente di alcuni ragazzini adescati con la scusa di “avvicinarli” meglio al mondo del teatro, spesso scegliendo come “riserva di caccia” l’oratorio di una nota parrocchia cittadina. Ma alla fine una delle piccole vittime non ha retto alla tensione, e ha raccontato tutto in famiglia.

Così, dopo una delicatissima indagine, è finito in cella L. C., accusato di violenza sessuale ai danni di almeno due minorenni. E le indagini proseguono per verificare se l’uomo possa aver intrappolato nella sua rete anche altri ragazzini. Le manette, per il pedofilo, sono scattate mercoledì. A serrargliele ai polsi, gli uomini della squadra mobile della Questura di Napoli, in applicazione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dal sostituto procuratore Francesco Vittorio De Tommasi della procura di Torre Annunziata e firmata dal gip Giovanni De Angelis.

Ieri, nel carcere di Poggioreale, l’interrogatorio di garanzia per l’indagato che davanti ai magistrati ha vuotato il sacco, confessando le proprie responsabilità rispetto alle accuse contestate. Per lui, al termine dell’interrogatorio, la difesa ha chiesto l’attenuazione della misura cautelare e, quantomeno, la concessione degli arresti domiciliari, in considerazione della “pericolosità” dell’ambiente carcerario per la sicurezza di quanti vengano reclusi per accuse di pedofilia. La riserva sulla richiesta verrà sciolta nei prossimi giorni.

Secondo le indagini della polizia, l’uomo che svolgeva anche l’attività di regista teatrale adescava le sue piccole vittime anche in ambienti come l’oratorio della chiesa di Portosalvo. Inizialmente erano solo offerte di amicizia e lusinghe sulle possibilità “artistiche” della vittima di turno. Poi, almeno secondo quanto denunciato, riusciva a organizzare incontri con il ragazzino che aveva preso di mira nella propria abitazione. E qui dava sfogo alle sue particolari “voglie”. Alla base dell’arresto di mercoledì, la denuncia della famiglia di un ragazzino di circa dieci anni, che  – turbato da quanto accaduto – aveva poi raccontato tutto alla mamma. Alla donna aveva detto di come, in casa del “regista”, fosse stato spogliato, palpeggiato, poi masturbato mentre l’uomo a sua volta traeva piacere dalla cosa. Una violenza che aveva segnato profondissimamente il bambino. Era scattata la denuncia e avviate le indagini.

I controlli avevano portato a individuare poi un secondo caso di violenza, molto simile, ai danni di un altro ragazzino. Un caso risalente a diverso tempo fa, la cui vittima è ora maggiorenne. Il materiale raccolto dagli investigatori, a giudizio della procura, era risultato sufficiente a costruire un “castello accusatorio” abbastanza solido e stabile da poter richiedere una misura cautelare a carico dell´uomo. Così era scattata la richiesta del pm, basata soprattutto sul timore di una eventuale reiterazione del reato a danno di altre possibili vittime. E il gip ha concordato in pieno. Così è scattato l´arresto. Ieri, durante l´interrogatorio in carcere, L.C. non ha potuto smentire i fatti e ha confessato, dicendosi pentito.

Ora si lavora per individuare altri possibili vittime. Gli investigatori si preparano a raccogliere qualsiasi notizia utile in merito dovesse arrivare da chi, eventualmente, in passato fosse stato “avvicinato” dall´uomo nell´ambito di simili contesti, e ora trovasse il coraggio di raccontare la propria storia.

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