«Via quel prete pedofilo» e il paese scende in piazza

È una difesa ardita quella tentata da don Siro Invernizzi e ricorda un po’ certi ragionamenti dei sofisti: «La Chiesa condanna i pedofili, la Chiesa non mi ha condannato, dunque non sono pedofilo».

Nonostante abbia patteggiato due anni per essere stato sorpreso in auto con un adolescente dietro il Cimitero Maggiore. Una notizia esplosa come una bomba a Cugliate Fabiasco, in provincia di Varese, dove il sacerdote è arrivato lo scorso autunno, spaccando in due la comunità dei fedeli. Molti lo difendono, altri però ne chiedono con forza l’allontanamento, sindaco compreso che per questo si è rivolto al vescovo di Como.
Don Invernizzi, 66 anni, originario di Groppello Cairoli, in provincia di Pavia, è stato per 13 anni parroco di Cergnago, sempre nel pavese. Il 6 settembre 2006 venne arrestato dalla polizia perché sorpreso in auto con un baby prostituto, un romeno di 13 anni. Messo poi ai domiciliari dalla sorella a Groppello, qualche mese dopo riuscì ad accedere al patteggiamento. Il pm chiese per lui sei anni ma la difesa dimostrò che il rapporto sessuale non era stato ancora consumato, facendo così scendere la condanna a due anni con la condizionale più 10mila euro di risarcimento alla famiglia del bambino. La diocesi di Vigevano, attraverso il vescovo Claudio Baggini, svolse propri accertamenti e inviò una relazione alla Congregazione per la dottrina della fede. Nel frattempo il sacerdote fu nominato cappellano presso la casa di riposo Menotti di Cadegliano Viconago.
I guai sorgono quando in autunno viene mandato a sostituire l’anziano parroco di Cugliate, 3.500 abitanti, ai confini con la Svizzera, con la temporanea qualifica di «collaboratore». Non ci vuole molto perché qualche parrocchiano digitando il suo nome in internet scopra il suo passato facendo scoppiare il caso. La rivolta è guidata da Marianna Rocca, Tina Petito e Donatella Aloi, che lunedì durante una riunione in parrocchia hanno chiesto al sacerdote di togliere il disturbo.
«Io sono catechista e mamma ma fino a quando ci sarà don Siro non insegnerò il catechismo né manderò i miei figli in parrocchia» annuncia Rocca. «Dice messa, confessa i bambini e coordina la catechesi. In primavera ci saranno le Prime Confessioni, Comunioni e le Cresime quindi l’oratorio estivo, il Grest e le vacanze in montagna. Chi si fiderà a mandargli i figli?» rincara la dose Petito.
Una linea non condivisa da tutti i fedeli, molti infatti ritengono che «il passato sia passato e che don Siro abbia già pagato le sue colpe». Il sacerdote sceglie una difesa un po’ obliqua «Non essendo stato condannato dalla Chiesa, non sono pedofilo» quanto ai fatti si limita a spiegare «che non stanno come è apparso sui giornali». Il sindaco Roberto Chini continua a mandare la figlia all’oratorio e a messa e spiega come non ami i processi in piazza. Tuttavia, recependo l’ostilità con cui parte del paese ha accolto la presenza del sacerdote, ha incontrato il Vescovo di Como, a cui appartiene la parrocchia di Cugliate, chiedendo provvedimenti. Che non si sa se saranno presi e quando. La curia comasca infatti ha scelto la linea del basso profilo, preferendo non commentare la vicenda né annunciare eventuali provvedimenti.
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