Tentata violenza sessuale. Oggi la sentenza per Don Caradonna? Chiesti danni per 75.000 euro

Lunedì 18 Febbraio 2013 06:02
Tentata violenza sessuale. Oggi la sentenza per Don Caradonna? Chiesti danni per 75.000 euro

E’ attesa per oggi, salvo rinvii, la sentenza del processo a carico di Don Vito Caradonna, il prete di Marsala, oggi a Santa Ninfa, accusato di tentata violenza sessuale.

Nell’ultima udienza ha discusso la parte civile, che ha chiesto un cospicuo risarcimento danni. L’avvocato Gianfranco Zarzana ha, infatti, chiesto che il prete venga condannato anche al pagamento di 75 mila in favore di chi ha sporto la denuncia. Il legale, naturalmente, si è anche associato alla richiesta di pena (3 anni e 2 mesi di reclusione) avanzata a fine novembre dal pubblico ministero Anna Cecilia Sessa.

Dopo l’avvocato Zarzana, è stato il turno di uno dei due legali di don Vito, Stefano Pellegrino, che ha tentato di smontare l’accusa. Oggi interverrà l’altro difensore, Rosa Tumbarello. Poi, sarà emessa la sentenza..

All’epoca dei fatti, il 2005, Caradonna era parroco della Chiesa Madre di Marsala.
Caradonna, 38 anni, ex parroco della chiesa di contrada San Leonardo ed ex cappellano del carcere di piazza Castello è accusato dal 35enne P.L.C., che però, durante il processo, è andato qualche volta in contraddizione. Ciò rende incerto l’esito della sentenza. L’ultima volta che P.L.C. ha testimoniato è stato dalla Germania, in videoconferenza (la presunta vittima risiede in una città tedesca e ha detto di non avere i soldi per affrontare il viaggio in Italia per partecipare all’udienza) e ha ribadito il suo racconto: don Vito, sette anni fa, lo invitò in canonica, per prendere un caffè e che mentre era «stordito» (l’uomo ha sempre avuto il sospetto che nel caffè sia stato messo del sonnifero) avrebbe tentato di abusarne sessualmente. «Ad un tratto – ha detto P.L.C. – don Vito mi ha aggredito». Lui, però, è riuscito a divincolarsi e a fuggire. Accuse respinte sempre dalla difesa “non fosse altro – ha detto il legale di Caradonna – che è improbabile che in una sostanza eccitante come il caffè si metta del sonnifero. Piuttosto l’imputato era noto perchè chiedeva denaro ai preti…”.
“Non è vero – ha ribattuto P.L.C. – che ho chiesto del denaro per non sporgere denuncia». Nel corso del processo, infatti, è stato ascoltato anche l’allora vescovo di Mazara Calogero La Piana, che in aula ha dichiarato: «Fui avvicinato da un uomo che mi disse di essere stato vittima di un tentativo di violenza sessuale da parte di don Vito Caradonna, ma che era disposto a chiudere la vicenda se indennizzato con una somma di denaro. Non diedi peso a quell’accusa e non feci denuncia». Epoca dei fatti contestati a don Vito – attualmente accusato anche per circonvenzione di incapace in un’inchiesta scaturita da una sua dipendenza da “Gratta e Vinci” – è il febbraio 2005.

www.marsala.it/cronaca/giudiziaria/…75000-euro.html

 

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