Portogallo. Vescovo Azevedo fu accusato di abusi sessuali, Ma lo hanno promosso in Vaticano. Presiede il Pontificio consiglio della cultura

1/02/2013 Carlos Moreira Azevedo
Secondo la rivista portoghese «Visão» il vescovo Azevedo, delegato del Pontificio consiglio della cultura, sarebbe stato denunciato per presunte molestie sessuali avvenute negli anni Ottanta

Andrea Tornielli – Città del Vaticano

Una nuova bufera con accuse a sfondo sessuale si abbatte sulle gerarchie cattoliche e questa volta lambisce la Curia romana. Il vescovo portoghese Carlo Azevedo, 59 anni, già ausiliare di Lisbona e coordinatore della visita del Papa nel 2010, oggi delegato del Pontificio consiglio della cultura, viene tirato in ballo per presunte molestie nei confronti di un chierico. A parlare del vicenda è la rivista portoghese «Visão», che dedica la copertina alla denuncia presentata contro il vescovo nel 2010 alla nunziatura apostolica di Lisbona.

Secondo quanto pubblicato nell’edizione cartacea della rivista oggi in edicola, le molestie risalirebbero agli anni Ottanta. A presentare la denuncia al nunzio tre anni fa sarebbe stato un sacerdote che attualmente coordina i cappellani ospedalieri. Secondo «Visão» gli accertamenti sarebbero stati condotti con la collaborazione della gerarchia cattolica, ma non se ne conosce l’esito.

Nel novembre 2011, il vescovo, indicato come possibile successore del patriarca di Lisbona, il cardinale José Policarpo, ha lasciato il Portogallo ed è stato nominato delegato del Pontificio consiglio della cultura, un incarico che non rientrava negli organigrammi del dicastero curiale, creato ad hoc per l’occasione dalle autorità vaticane. Le motivazioni ufficiose addotte per il trasferimento a Roma parlavano di contrasti con il patriarca Policarpo.

Il vescovo Azevedo nega fermamente ogni accusa, di essere stato interpellato su questo tema dalla nunziatura di Lisbona e nega, infine, anche l’esistenza di procedimenti canonici su presunti abusi sessuali che lo riguardino.

Il portavoce della Conferenza episcopale portoghese, don Manuel Morujão, ha diffuso in queste ore un comunicato nel quale si prende atto che Azevedo «è coinvolto in accuse di comportamenti impropri, non conformi con la dignità e la responsabilità dello stato sacerdotale».

La Conferenza episcopale afferma di «non poter né dover esprimere giudizi sulla veridicità delle accuse». «Da qualsiasi membro della Chiesa ci si aspetta un comportamento esemplare – si legge ancora nel comunicato – Con molta più ragione da parte ch si è impegnato a vivere il celibato sacerdotale». La nota si conclude con l’assicurazione di preghiere per il vescovo, ma come si comprende dalla lettura del testo, non lo difende affatto.

La vicenda, l’ennesima burrasca destinata a intorbidire ulteriormente le acque in questo lungo periodo di pre-conclave, lascia aperte molte domande. La nomina presso la Santa Sede è avvenuta quando ancora non si conoscevano le accuse? Oppure dopo che queste sono state chiarite rivelandosi inconsistenti? In questo caso, ci si dovrebbe attendere oggi dal Vaticano una smentita e una puntuale difesa del vescovo e della sua onorabilità. Se invece al momento della nomina le accuse erano conosciute ma non ancora vagliate, è difficile comprendere le ragioni del trasferimento.

 

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