Diocesi Bolzano. Pedofilia e abusi, 54 denunce in 2 anni, 6 negli ultimi 2 mesi, Ma il vescovo non fa i nomi dei preti accusati

NELLA CHIESA ALTOATESINA SEGNALATI SEI NUOVI CASI DI ABUSI SESSUALI

In Alto Adige nel 2010 la diocesi altoatesina ha attivato un servizio di segnalazione, anche anonima, di presunti abusi sessuali perpetrati da sacerdoti o loro collaboratori nell’ambito dell’attività ecclesiastica. Il vescovo di Bolzano e Bressanone Ivo Muser (nella foto) ha rivelato che i casi sino ad oggi segnalati sono stati 54, di cui sei negli ultimi mesi. Delle nuove segnalazioni sarà ovviamente notiziata la Procura della Repubblica che dovrà verificare lam possibilità di aprire u7n’inchiesta sulla base degli elementi segnalati. Sino ad oggi gli episodi di violenza segnalati riguardano presunti casi di violenza sessuale con alcuni casi anche di violenza fisica e psicologica.

http://radionbc.it/abusi-sessuali-in-chies…sei-nuovi-casi/

Preti pedofili/ La Diocesi di Bolzano comunica i primi numeri: 54 segnalazioni in due
Sabato, 6 ottobre 2012 – 16:08:00

Un passo avanti e uno indietro nell’impegno della Chiesa cattolica nella lotta all’abuso dei religiosi nei confronti dei bambini. Con una conferenza stampa tenutasi ieri a Nalles (Bz), il vescovo della Diocesi di Bolzano-Bressanone Ivo Muser ha annunciato i primi risultati dell’azione di,trasparenza iniziata nel maggio 2010 con l’attivazione di un’apposita pagina sul sito web della Diocesi attraverso la quale è possibile inviare segnalazioni al Vicario Generale Joseph Matzneller, oppure anche alla Procura della Repubblica di Bolzano.

Secondo i dati diffusi da monsignor Muser, le segnalazioni sono state 54 in quasi due anni, con un incremento negli ultimi mesi, quando da 48 si è passati in poco tempo a 54. Muser ha sempre preso posizione per la difesa delle vittime e la chiarezza su questi casi, rivolgendo – sottolinea il Corriere della Sera – un forte pensiero alla sofferenza degli abusati.

http://affaritaliani.libero.it/trentino/preti-pedofili-la-diocesi-di-bolzano-comunica061012.html?refresh_ce

Dopo le parole di Muser «Mai soli con i bambini»

Don Mario Gretter, parroco del Duomo: «Il vescovo ci ha invitato a trovare soluzioni pratiche per evitare fraintendimenti con i piccoli ed i loro genitori»

di Valeria Frangipane

BOLZANO. La Diocesi sposa la linea della massima trasparenza e presenta gli ultimi dati che parlano di 54 abusi sessuali segnalati alla Curia da quando è scattata l’operazione trasparenza nel 2010. La Chiesa torna così a parlare di pedofilia ed a scusarsi con i fedeli per il comportamento di alcuni sacerdoti e collaboratori laici mentre il vescovo Ivo Muser invita i religiosi a trovare soluzioni pratiche per evitare ogni possibile fraintendimento. on Mario Gretter, parroco del Duomo, traduce in pratica l’invito: «Nessuno di noi sta mai solo con un bambino».

«Il tema dell’abuso – ha ricordato il vescovo in un discorso pronunciato l’altro giorno a Nalles – richiede un’attenzione particolare non soltanto per le accuse e i fatti avvenuti. La tutela e la difesa dell’integrità fisica e psichica del bambino sono, insieme al bene del piccolo e del suo ambiente familiare e sociale, un valore supremo sia in conformità a una visione dell’uomo nella fede cristiana sia in base ai diritti umani e quelli internazionali del bambino. Come Chiesa siamo chiamati a confrontarci con la realtà dell’abuso avvenuto nelle nostre istituzioni pastorali, educative e sociali che per altro erano riconosciute come ambiente sicuro, protettivo e formativo. E’ compito nostro provvedere che la verità sugli abusi avvenuti nelle proprie realtà emerga per tutti che sono stati coinvolti. Il mio pensiero va alle vittime, alle ferite e le sofferenze delle persone, allora ancora minori, per il trauma subito; penso all’umiliazione vissuta, alla sfiducia ed alla rabbia. Mi auguro che i bambini possano vivere in un mondo e futuro dove la loro dignità e la loro integrità psichica e fisica vengano garantite e protette, come ha fatto ed insegnato Gesù che più volte ha messo i bambini al centro della sua predicazione per istruire gli adulti». Chiediamo a don Gretter come è cambiato il rapporto tra religiosi e minori e cosa chiede a loro il vescovo.

I casi di pedofilia che hanno scosso anche la Diocesi altoatesina, hanno cambiato in parte la vostra vita quotidiana e se sì, come ?

«Sì, l’hanno cambiata. Il vescovo Muser ci ha invitato a trovare delle soluzioni pratiche per evitare ogni tipo di fraintendimento».

Ci può spiegare nel concreto di cosa si tratta?

«Vogliamo evitare in tutti i modi che certi situazioni vengano mal interpretate. Per questo nessuno di noi sta mai solo con un bambino, ci deve essere sempre un secondo adulto».

Come fate, per esempio, con i chierichetti?

«Stiamo tutti insieme in sacrestia, nessun bimbo, ripeto, resta mai da solo con un adulto. E in sacrestia è un viavai continuo di gente».

Quali indicazioni non scritte vi siete dati?

«Cerchiamo di organizzare sempre dei gruppi numerosi di bambini e di avere anche una relazione aperta e tranquilla con i loro genitori».

I genitori si sono fatti più sospettosi o meno?

«No, nessuno di loro ci ha mai fatto strane domande. Diciamo che, per esempio, la parrocchia del Duomo è aperta. I genitori vengono, vedono con che persone hanno a che fare i loro figli e decidono autonomamente che fare. Ricordo che, se vogliono, possono per esempio partecipare anche alla catechesi con i loro piccoli».

I sospetti e le accuse di pedofilia, determinati da casi che non vi riguardano, in che modo vi hanno trasformato?

«Diciamo che ogni tipo di relazione porta anche ad una vicinanza fisica sulla quale adesso occorre fare molta attenzione senza però esagerare. Se giochiamo all’aperto con i piccoli a “rubabandiera” può capitare, per esempio, di toccare l’avversario… ecco in questo caso mi verrebbe da sorridere se qualcuno obiettasse qualcosa. Altra cosa… se un bimbo mi viene incontro di corsa e mi butta le braccia al collo non posso certo staccarmelo di dosso e dirgli di stare lontano! Va anche detto che se andiamo in campeggio dobbiamo adottare degli accorgimenti precisi. Credo che occorra, come sempre, intelligenza, sensibilità e capacità di valutare le singole situazioni».

Lei come vive questa condizione?

«Mi crea dolore sapere che qualcuno abbia abusato di chi non poteva difendersi e provo rabbia a pensare che ci siano vittime e carnefici ma dico anche che se c’è qualcuno che continua a pensare male di tutti noi proprio non so che farci».

07 ottobre 2012

http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2012/10/07/news/dopo-le-parole-di-muser-mai-soli-con-i-bambini-1.5822523

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