USA e Canada. I boy scout cattolici protessero migliaia di pedofili, Si conferma la regola omertosa tra le istituzioni cattoliche

17/09/2012 – Pubblicati i file segreti di Tommaso Caldarelli

Il Los Angeles Times sgancia la bomba sui Boy Scouts of America, definiti “una delle associazioni più autorevoli di tutti gli Stati Uniti”. Il prestigioso giornale della città californiana è venuto in possesso di un registro di oltre 1600 casi in cui capi scout nei ranghi dell’associazione si sarebbero resi colpevoli di violenze sessuali a danno dei ragazzi a loro affidati.

Questi soggetti sono stati allontanati dall’associazione – anche se, come vedremo, non è affatto detto che essi siano stati permanentemente banditi dal servizio con i ragazzi – ma in ben pochi casi i responsabili dell’associazione scout hanno alzato il telefono e hanno avvisato le pubbliche autorità. Tutt’altro, in effetti, emerge dai dati. “Ai volontari e agli impiegati sospettati di abusi sessuali veniva concesso di lasciare l’associazione pubblicando motivazioni false come “motivi d’affari”, piuttosto che “problemi cerebrali cronici” e “impegni al festival di Shakespeare” – ma non solo: in alcuni casi, il soggetto è stato salutato con i migliori onori e con “il massimo dispiacere per questo tipo di dimissioni”. La blacklist, definita dal LA Times “perversion list”, viene regolarmente aggiornata dal 1919 da parte di BSA e viene, con lo stesso zelo, tenuta lontana dall’occhio pubblico.

INSABBIAMENTO – L’associazione ha risposto, come vedremo, al giornale, prendendosi ogni responsabilità per la mala gestio di questi eventi e chiedendo scusa. Il minimo, vista l’imponenza delle rivelazioni. “Gli uomini espulsi per gli abusi spesso potevano rientrare, solo per essere accusati di nuove molestie. Ora, una rassegna più estesa mostra che gli scout hanno addirittura protetto i molestatori tenendo le accuse sotto le coperte. Nella maggioranza dei casi, gli scout hanno saputo degli abusi dopo che essi sono stati comunicati alle autorità. In più di 500 casi, però, i capi hanno saputo tutto dai ragazzi, dai genitori, dai membri degli staff, da segnalazioni anonime”: e che hanno fatto? Nell’80% di questi casi non risulta che gli scout d’America si siano mossi per avvertire la polizia, e in 100, addirittura, si sono prodigati “per coprire lo scandalo o permettere ai sospetti di nasconderlo”.

IL CASO HUMPHRIES – Per vero, prima del 2010 non esisteva una policy dell’associazione che imponeva la denuncia “al minimo sospetto”: la politica era quella del rispetto delle normative nazionali, che non sempre imponevano la denuncia dei soggetti. Tuttavia, anche quando le normative esistevano, le prove indicano che BSA non le abbia rispettate (alcuni casi in New Jersey negli anni ’70). Una storia su tutti: Arthur W. Humphries era capo in Virginia da oltre 50 anni, un educatore ritenuto modello. Era anche, però, un molestatore seriale. Dopo il suo arresto nel 1984, gli scout dissero che non “avevano alcun sospetto su di lui”, ma questo non è affatto vero, perché nel 1978 un bambino di 12 anni raccontò che l’uomo lo costrinse a praticare sesso orale. Gli scout non raccontarono nulla alla polizia, e gli scrissero anche una magniloquente lettera di referenze due anni dopo.

LA RISPOSTA – Insabbiare, dunque; iscrivere in lista nera, allontanare dall’associazione – a volte con parole dure ma con garanzia di impunità: “Ti chiediamo di interrompere la tua relazione con i Boy Scout of America. Non rilasceremo alcuna informazione a nessuno” – mantenere alto il buon nome dell’associazione. Ma di mezzo si è messo un giudice nell’Oregon che lo scorso giugno ha ordinato l’esibizione di oltre 1600 documenti dell’associazione, invischiata in un caso di violenza da 20 milioni di dollari. Fra i documenti, appunto, questa blacklist. A stretto giro il comunicato di Bsa: “Boy Scouts of America crede che anche solo un singolo sintomo di abuso sia inaccettabile, e ci dispiace che in altri tempi non abbiamo fatto sforzi sufficienti a proteggere i bambini. Siamo molto dispiaciuti ed estendiamo le nostre più profonde simpatie alle vittime”. Per il futuro si continuerà “a migliorare le nostre policy multi-approccio, che ora includono test attitudinali, addestramento programmato, programmi di sicurezza. Ci siamo sempre messi a disposizione delle autorità e oggi chiediamo ai nostri membri di riportare anche solo i sospetti di abuso alle forze dell’ordine”.

http://www.giornalettismo.com/archives/497959/i-boy-scout-americani-coprirono-migliaia-di-pedofili/

26/06/2012 – Bufera sul movimento canadese che ora promette trasparenza
Lo scandalo pedofilia degli scout

di Tommaso Caldarelli
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Lo scoutismo canadese è una delle poche associazioni dello scoutismo mondiale ad essersi dotata fin dal 1992 di una politica esplicita per trattare eventuali casi di pedofilia che dovessero capitare nei suoi ranghi: radiazione immediata e deferimento alla polizia. Secondo l’inchiesta che la società di revisione Kpmg ha promosso, pare che questa nuova politica sia stata male applicata, male interpretata, lasciata alla gestione delle singole unità territoriali e male insegnata, se è vero che un quinto dei casi di pedofilia non denunciati hanno avuto luogo proprio dopo il 1992.

LUCI ED OMBRE – E’ estesa la raccolta dati che Scouts of Canada ha promosso, scrive il Globe and Mail, dalla sua documentazione.

Tutti i casi di pedofilia che sono emersi, dopo la pubblicazione dei risultati dello studio, sono stati consegnati alla polizia e il leader dello scoutismo ha chiesto scusa a tutte le vittime con un lungo messaggio su Youtube.

“Stiamo mettendo a nudo tutte le luci e le ombre della nostra storia”, ha detto Steve Kent, capo commissario dello scoutismo canadese. Dall’inchiesta di Kpmg sono emersi quasi 500 nomi di capi educatori “allontanati o espulsi” per condotta sessuale impropria: per questi casi nella stragrande maggioranza non c’era bisogno di denuncia da parte del movimento scout perché la polizia era già a conoscenza della condotta.

LA LISTA CONFIDENZIALE – In ben pochi casi, quasi 30, lo scoutismo si è attivato per contattare le forze dell’ordine; in quasi 130 casi lo scoutismo o non si è attivato, o non esistono dati sufficienti per confermare che si sia effettivamente attivato per una denuncia.

Scrive il Globe and Mail che “l’inchiesta di Kpmg arriva all’indomani del pagamento da parte di Boy Scouts of America di milioni di dollari in patteggiamenti e segue la rivelazione da parte della CBC dell’esistenza di una “lista confidenziale” di capi possibili pedofili” nello scoutismo canadese. Lo studio del revisore conferma in ogni caso che le linee guida del 1992 hanno contribuito ad aumentare il numero delle denunce di capi presunti pedofili, e che dal 2001 la situazione è grandemente migliorata.

Non solo preti: gli scout pagano 1,4 milioni di dollari a una vittima di abusi
14/04/2010 – Negli Usa si conclude un processo all’organizzazione di Baden Powell. Che non ha cacciato uno scoutmaster colpevole di aver violentato 17 ragazzi. E teneva nascosti i “perversion files”, una lista di accusati di pedofilia. I Boy Scout d’America dovranno pagare

di Redazione
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Negli Usa si conclude un processo all’organizzazione di Baden Powell. Che non ha cacciato uno scoutmaster colpevole di aver violentato 17 ragazzi. E teneva nascosti i “perversion files”, una lista di accusati di pedofilia.

I Boy Scout d’America dovranno pagare 1,4 milioni di danni ad un uomo che, quando era ragazzo, è stato molestato da un capo scout. Lo ha deciso una giuria di Portland che ha anche stabilito che l’organizzazione, che ha la sua sede principale ad Irving, in Texas, potrebbe essere condannata, in una seconda fase del processo, a pagare ulteriori indennizzi, fino a 25 milioni di dollari, per non aver protetto il giovane vittima di abusi rimuovendo dal suo incarico lo «scoutmaster».

NEGLIGENZA COLPEVOLE – È stata così accolto il ricorso di Kerry Lewis, ora 38enne, che ha accusato gli Scout di negligenza per aver permesso all’ex capo scout Timur Dykes di continuare a svolgere la sua attività anche dopo che l’uomo nel 1983 aveva confessato ad un vescovo della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, la chiesa mormone che negli anni ’80 coordinava un terzo dell’intera organizzazione degli scout americani, che aveva molestato 17 ragazzi. Decisiva è stata la presentazione alla giuria dei cosidetti «perversion files», cioè la lista dei nomi delle persone interne all’organizzazione accusate di pedofila dal 1965 al 1984, che veniva tenuta segreta nella sede centrale dei Boy Scout.

UN SEGRETO INCONFESSABILE – L’organizzazione ha cercato in tutti i modi di continuare a tenerla segreta ma la lo scorso febbraio la Corte Suprema dell’Oregon ha ordinato che i circa mille documenti fossero utilizzati nel processo di Portland. L’organizzazione nazionale dei Boy Scout si è sempre difesa delle accuse di negligenza, rivendicando invece una sua azione per proteggere sempre i ragazzi da eventuali abusi. «Siamo rattristati per quello che è successo a Lewis, le azioni dell’uomo che ha commesso questi crimini non rappresentano i valori e gli ideali dei Boy Scouts di America» ha detto il portavoce Deron Smith annunciando il ricorso contro la sentenza. Anche perchè la decisione della giuria di Portland potrebbe essere seguita da altre analoghe, dal momento che vi sono altre nove cause del genere in questo momento in corso negli Stati Uniti.

(AdnKronos)

http://www.giornalettismo.com/archives/59174/solo-preti-gli-scout-pagano-14/

La capo scout e il quindicenne: non è un B-movie, è tutto vero
11/12/2009 – Quando si dice “parola di scout” si intende sottolineare le virtù di lealtà e sincerità di chi appartiene all’associazione: ma la realtà a volte è un’altra Chi non si fiderebbe a mandare i propri figli in un bel campeggio scout?

di talentosprecato
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Quando si dice “parola di scout” si intende sottolineare le virtù di lealtà e sincerità di chi appartiene all’associazione: ma la realtà a volte è un’altra

Chi non si fiderebbe a mandare i propri figli in un bel campeggio scout? Sì, è vero, può capitare che i ragazzi una volta in tenda non imparino solamente a fare ogni tipo di nodo, o ad accendere un fuoco in condizioni difficili, ma almeno lo fanno in mezzo alla Natura, e sorvegliati da adulti responsabili. Capita a volte però che una divisa, un ruolo, una posizione di responsabilità, servano proprio a nascondere devianze e debolezze. E che siano proprio quegli adulti ai quali un genitore affida tranquillo il proprio ragazzo a essere quelli da cui difendersi; pensare che atteggiamenti scorretti, soprattutto in campo sessuale, siano confinati al mondo maschile, è quanto meno miope: la pedofilia è anche “donna”e non ci si può, non ci si deve fidare nemmeno degli scout.

INDOVINA CHI C’E’ IN CAMERA DA LETTO – E’ questo il succo di quanto di grave è stato svelato nei giorni scorsi nel profondo e bigotto Sud degli Stati Uniti, ad O’ Fallon, Missouri,: una capo scout trentanovenne, Wendy R. Rogers è stata infatti incriminata per abusi sessuali su minore, per aver fatto sesso con un adolescente di 15 anni:i due sono stati scoperti domenica scorsa nella camera da letto del ragazzo in flagranza di un rapporto, mentre si scaldavano reciprocamente, dagli stessi genitori del ragazzo che sentendo dei rumori si sono allarmati; hanno bloccato la porta così che la donna non potesse uscire, ancora scioccati nel riconoscere nella partner del figlio non una ragazzina, ma il capo scout che lo aveva accompagnato nell’ultimo campeggio. “C’è uno stupro in corso”. Così, con una telefonata nel primo pomeriggio della giornata, qualcuno ha avvisato la polizia. Non si sono fatti attendere troppo tre agenti che hanno repentinamente effettuato un sopralluogo nell’abitazione del ragazzino. Insieme ai suoi genitori hanno verificato con i propri occhi l’atto “pedofilo” in corso, interrompendolo. Arrestata la donna, dopo averne evitato la fuga, l’hanno condotta in prigione, mentre la sua macchina, parcheggiata nel vialetto davanti alla casa del suo piccolo amante, veniva portata via. Per capire come era considerata nel quartiere la Rogers, basta leggere la dichiarazione di un vicino, Mitch Sorrell: “Utilizzava tutto il suo tempo libero per fare volontariato, è stato uno shock” e ha aggiunto dicendo di aver fatto in modo che il proprio figlio di 9 anni non potesse avvicinarsi ad un televisore dopo l’arresto, “Non so cosa dire a nostro figlio, è solo una cosa terribile“.

SOTTO LA TENDA – “Siamo rimasti scioccati e profondamente rattristati nell’apprendere le accuse contro lavolontaria scout“, ha detto Alicia M. Lifrak, il capo scout esecutivo scout del Lewis and Clark Council Boy Scouts of America. La donna, al servizio di un campo scout dell’Illinois dal 2004 come volontaria, non aveva mai destato infatti perplessità o dubbi su eventuali perversioni sessuali. Comunque la sua collaborazione con la Troop 35, la cellula scout di cui faceva parte, è stata interrotta. Il punto non è che un quindicenne faccia sesso, sarebbe un non notizia: la questione è invece che un adulto utilizzi la propria posizione di leader per ottenere attenzioni particolari, anche quando non si parla di bambini, anche quando il primo commento che viene in mente è qualcosa di simile a “sicuramente si sarà divertito, che guastafeste!”. Infatti al momento i fatti indicano che tra i due esista qualcosa che ha il carattere di una relazione prettamente esclusiva più che di una vera e propria violenza, insomma di un amore, per così dire, “diverso”. Pedofilo, in ogni caso, certo. Malato, sicuramente. Martedì scorso Wendy è stata incriminata, ma solo ieri la stampa ne ha diffuso le generalità e la foto. In lacrime, disperata, distrutta. Così appare la bionda americana, sicuramente diversa da come appariva mentre guidava il suo gruppo. Perché è proprio sotto le tende montate all’aperto che si immagina abbia avuto inizio la sua relazione con il quindicenne. Al momento le indagini sono ancora in corso. Il ragazzo è stato sottoposto ad una visita medica per accertarne gli abusi, presto sarà effettuato un esame del DNA della donna, ed inoltre più saranno ascoltate delle registrazioni telefoniche. Non la testimonianza del ragazzo, per il momento almeno, per cercare di tutelarlo, di proteggerlo. Gli investigatori hanno tentato di capire se ci sono altre vittime, ma pare che nel corso di questi anni la capo scout non abbia rivolto le medesime attenzioni amorose nei confronti di altri piccoli ospiti del camping. Ad oggi, comunque, son stati sentiti almeno altri 10 altri ragazzi e le loro rispettive famiglie. Per ora niente. Solo paura.

La capo scout e il quindicenne: non è un B-movie, è tutto vero

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