Orchi in talare VATICANISTA DE LA STAMPA

La Chiesa cattolica australiana ha avviato una nuova inchiesta sui casi di abuso sessuale nei confronti di minori in due parrocchie del Nuovo Galles del sud nei primi anni ’80, dopo che è emerso un dettagliato documento secondo il quale tre fra i più alti prelati d’Australia non hanno denunciato alle autorità i gravi casi di pedofilia che aveva ammesso davanti a loro un sacerdote, identificato solo come padre F per ragioni legali. Intanto la polizia dello Stato indaga sulla vicenda per verificare se i tre prelati abbiano commesso un reato, punibile fino a due anni di carcere, per non aver denunciato gli abusi alla polizia. Arrestato nel 1987 per reati di pedofilia commessi nella parrocchia di Moree, padre F fu processato ma il giudice accantonò il caso prima di sottoporlo all’esame della giuria, sostenendo che la credibilità di una delle vittime, allora 15/enne, non potesse essere messa a confronto con quella di un prete. Padre F continuò quindi la sua ‘missionè nella parrocchia di Parramatta presso Sydney, dove molestò sessualmente altri chierichetti. A seguito delle continue voci di abusi nella parrocchia stessa, padre F fu convocato presso la cattedrale di Sydney dal segretario della Conferenza Episcopale padre Brian Lucas, dal direttore della Commissione cattolica di assistenza padre John Usher, e dal vicario generale della diocesi di Armidale, padre Wayne Peters. Pochi giorni dopo padre Peters scriveva al suo vescovo, mons. Kevin Manning, che padre F aveva fatto delle ammissioni sugli abusi nei confronti di cinque ragazzini di 10 e 11 anni, fra il 1982 e il 1984. Lo scandalo ha investito anche l’arcivescovo di Sydney Card. George Pell, che ha difeso in Tv i tre prelati, negando che vi fosse stata alcuna ammissione da parte di padre F, ignaro dell’esistenza della documentazione che indicava come questi avevano chiuso un occhio sull’intera storia. La vicenda, emersa in dettaglio in un servizio giornalistico della Tv nazionale Abc, ha provocato un nuovo coro di richieste di una commissione giudiziaria d’inchiesta per far luce sui casi di abusi sessuali nella chiesa cattolica d’Australia. Intanto una portavoce della polizia ha confermato che i detective stanno esaminando i contenuti del programma Tv e invitano tutte le presunte vittime, o chiunque sia in possesso di informazioni, di contattare la più vicina stazione di polizia.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubr…&ID_sezione=524

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