Violenza su un giovane Il prete ha patteggiato

TRIBUNALE. Ieri si è conclusa la vicenda del sacerdote di Santa Croce
14/06/2012

Venticinquemila euro di risarcimento al ragazzo violentato e una pena concordata con il pm Antonella Toniolo di 1 anno 10 giorni di reclusione, che il giudice Massimo Gerace gli ha applicato durante l’udienza preliminare. La pena è sospesa dalla condizionale. Dunque, le anticipazioni dello scorso marzo hanno trovato ieri mattina piena conferma. Il sacerdote Sergio Rappo ha concluso in tribunale a Vicenza la scandalosa vicenda processuale per la quale aveva rischiato anche l’arresto in inverno. Soltanto la collaborazione piena con la giustizia terrena, dopo avere confidato al vescovo Beniamino Pizziol com’erano andati i fatti l’antivigilia dello scorso Natale, e l’anticipazione al magistrato in gennaio di volere chiudere il caso nel più breve tempo possibile pagando i danni provocati al ragazzo di Torrebelvicino, che gli si era rivolto chiedendo un aiuto e aveva ricevuto in cambio ben poco di cristiano, hanno evitato a don Rappo conseguenze molto più pesanti. Nel giro di sei mesi l’accusa pronunciata dal ventenne, «il prete ha abusato di me», quando si rivolse ai carabinieri del capitano Ferrari e del luogotenente Asciolla, ha trovato piena conferma giudiziaria. Tra quindici giorni la sentenza, a meno che la procura generale di Venezia non la impugni, passerà in giudicato e a quel punto il sigillo sarà definitivo. Il coparroco don Sergio Rappo, 59 anni, originario di Fontaniva, pur confessando che quel giovane non raccontava bugie, quando denunciò di avere avuto un rapporto sessuale non consenziente, aveva circoscritto e attenuato la portata delle accuse. Aveva parlato di esagerazioni, ma la pulsione sessuale che l’aveva spinto all’approccio l’aveva ammessa. Quella che non cambiava, nella sua gravità, giudiziaria e religiosa, era la sostanza delle cose. Non a caso il vescovo Pizziol non appena era stato messo a parte delle circostanze in cui era avvenuta l’aggressione a sfondo sessuale, aveva deciso di trasferire immediatamente il sacerdote. Un passaggio sofferto e tormentato per il sacerdote, difeso dall’avv. Michele Carotta, sebbene maggiore angoscia avesse provocato nel ragazzo, assistito dall’avv. Gaetano Crisafi, che gli si era avvicinato in cerca di aiuto, e che l’antivigilia di Natale sarebbe stato violentato a due passi dalla chiesa. «Ho profondamente sbagliato e pagherò le mie colpe davanti a Dio», disse in lacrime in un confronto angosciante con gli inquirenti. Del resto, le circostanziate dichiarazioni della vittima, confermate indirettamente da testimoni, potevano lasciare poco spazio ai dubbi. Don Rappo per dieci anni era stato un bravo e stimato religioso, apprezzato soprattutto per i giovani dai quali era ben voluto. Il raptus sessuale, quando diventò di dominio pubblico, fu uno choc non solo per la comunità cristiana di Santa Croce.

Ivano Tolettini

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/374007_violenza_su_un_giovane_il_prete_ha_patteggiato/

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