Abusi sessuali, i racconti degli ospiti Caritas su don Lucio

La procura: “Servono altri sei mesi d’indagine”

Il prete accusato in cura da uno psicologo dopo la sospensione decisa dal vescovo Bassetti

Scritte contro il clero a Cenerente

Perugia, 22 maggio 2012 – Proseguono a ritmo serrato le indagini della procura sulla vicenda che ha coinvolto don Lucio Gatti, l’ex direttore dei centri Caritas ed ex parroco di Cenerente, sospeso per cinque anni dal servizio sacerdotale dal vescovo Gualtiero Bassetti e indagato dalla procura di Perugia per abusi sessuali.
Il pm Massimo Casucci ha chiesto al gip la proroga delle indagini: altri sei mesi per verificare se hanno fondamento le denunce presentate nei mesi scorsi. Intanto gli inquirenti sentono gli ospiti delle comunità per ricostruire cosa sarebbe accaduto nei rapporti tra il noto parroco e alcuni ragazzi disagiati, spesso finiti nel tunnel della tossicodipendenza.

I DENUNCIATI — quattro in tutto, di cui un extracomunitario — non sono ancora stati interrogati. Per loro, allo stato, parlano gli esposti presentati nei mesi scorsi in procura. Sono invece stati sentiti, come persone informate sui fatti, alcuni ospiti delle comunità Caritas all’epoca gestite da don Lucio Gatti, l’ex direttore ed ex parroco di Cenerente indagato per abusi sessuali e sospeso dal vescovo Gualtiero Bassetti all’esito dell’indagine svolta dalla commissione diocesana. Cosa sia emerso dall’attività istruttoria in corso è coperto dal segreto ma, proprio per sciogliere il nodo dei presunti abusi e ricostruire se all’ombra dei ‘ricoveri’ in comunità di giovani disagiati — molti tossicodipendenti — si siano svolti reati o «scambi di affettuosità», «moralmente discutibili» solo dal punto di vista ecclesiastico il pm Massimo Casucci ha deciso di andare fino in fondo e così ha chiesto al gip l’autorizzazione a indagare ancora sei mesi.

DON LUCIO — difeso dall’avvocato Nicola Di Mario — era stato sentito una settimana fa dal magistrato che sta valutando tre episodi di presunti abusi nell’ambito di esposti presentati da quattro ex ospiti delle comunità Caritas. Uno, in particolare, è l’uomo che ha raccontato di aver subito delle avances durante il viaggio in auto tra il carcere di Capanne, dove era detenuto, e una struttura di accoglienza; un altro avrebbe parlato di palpeggiamenti nell’ambito di una ‘trasferta’ a Fiumicino. Il terzo e il quarto invece sono i ragazzi che hanno ritenuto di svelare alle «Iene», prima ancora che all’autorità giudiziaria, i presunti palpeggiamenti di cui sarebbero stati vittima.

Tutti episodi smentiti da don Lucio che ha risposto punto per punto alle accuse. L’ex sacerdote ha inoltre spiegato al pm quanto già illustrato ai membri della commissione diocesana ovvero di comportamenti affettuosi con altri ospiti delle strutture — differenti dai denunciati — con i quali avrebbe scambiato effusioni ma mai volte al soddisfacimento di desideri sessuali. Quest’ultimo aspetto è infatti quello centrale emerso in Curia e che ha portato alla sospensione, per cinque anni di don Lucio, ora in cura da uno psicologo.

http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2012/05/22/716409-prete-pedofilia-don-lucio-caritas-accuse.shtml

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