Caso Claps, la mamma: Prete gay molestò disabile

di MASSIMO BRANCATI

POTENZA – Altre ombre sulla chiesa potentina. Dopo le parole al vetriolo di Filomena Iemma con conseguente «anatema» del vescovo, ieri sera la trasmissione di Raitre «Chi l’ha visto?», condotta da Federica Sciarelli, è tornata ad occuparsi del caso Claps che si sta trasformando in una sorta di processo mediatico al clero.

La madre di Elisa, lo ricordiamo, aveva parlato di pedofilia negli ambienti della diocesi, catalizzando la reazione stizzita di molti segmenti cattolici del capoluogo. Ma cosa intendeva dire esattamente la signora Filomena? A quali episodi si riferiva? Ieri, sempre durante il programma televisivo, è stato svelato l’arcano: a Potenza un sacerdote, che avrebbe avuto un rapporto omosessuale con un ex seminarista, è accusato di aver molestato un ragazzo disabile. Sia la relazione gay, sia l’abuso, avvenuto all’interno di una parrocchia, sono stati segnalati da Gildo Claps, fratello di Elisa, al vescovo mons. Agostino Superbo.

Una comunicazione che risale a qualche mese fa e che è stata tenuta sottotraccia per evitare strumentalizzazioni. La decisione di uscire solo oggi allo scoperto è dettata dalla volontà di spiegare le accuse della signora Filomena che, impropriamente, ha parlato di pedofilia in quanto il ragazzo disabile molestato è maggiorenne. Ciò, però, non cancella lo scandalo, la vergogna, l’ennesima macchia sulla chiesa potentina, chiamata in causa ancora una volta dalla famiglia Claps che invoca giustizia e verità sulla morte di Elisa.

Le due vicende che riguardano lo stesso sacerdote sono state ricostruite attraverso le testimonianze dell’ex seminarista, con cui il prete avrebbe avuto una storia, e della madre del ragazzo disabile. Sul nome del prete protagonista è calato un velo, ma, come dicevamo, il vescovo è stato informato dell’accaduto. E pare che abbia avviato un’indagine interna, con tanto di processo di diritto canonico sul cui esito, però, campeggia un grosso punto interrogativo. Resta anche da chiarire se il prete accusato stia ancora celebrando messa in una parrocchia del capoluogo lucano, nonostante la pesante accusa, sia stato trasferito o messo in «quarantena».

Anche se don Marcello Cozzi, presente ieri in studio come rappresentante della diocesi, delegato dal vescovo, ha assicurato che sono stati presi provvedimenti.

Durante «Chi l’ha visto?», in premessa, Gildo Claps ha chiarito che la madre, nel parlare di pedofilia, è stata tratta in inganno dal suo racconto relativo all’abuso del ragazzo disabile, credendo che si trattasse di un minorenne. Poi è stata la volta dell’ex seminarista, con volto coperto e voce contraffatta per non farsi riconoscere, che avrebbe avuto una relazione con il sacerdote: «Una notte sognai che il mio parroco aveva una relazione con una star della televisione. Ho ritenuto opportuno dirglielo. A quel punto si è denudato davanti a me e mi ha chiesto di avere un rapporto sessuale. Ho accettato. A ottobre del 2009 ho detto tutto al vescovo, in confessione, ma lui mi ha chiesto delle prove. A quel punto ho incontrato di nuovo il prete e ho registrato il nostro colloquio, riuscendo anche a scattare una foto».

L’ex seminarista, nel suo racconto, incrocia la storia del ragazzo disabile, con problemi psichici, a cui la madre lo affida chiedendogli di aiutarlo. È in quell’occasione che l’ex seminarista viene a conoscenza dell’abuso. La donna, invitata a «Chi l’ha visto?», racconta di aver chiesto aiuto a un parroco per il proprio figlio alle prese con disturbi comportamentali e tormentato dall’attrazione per lo stesso sesso: «Volevo che si confidasse con il prete. Lui stesso aveva voglia di capire se stava commettendo peccato nel sentirsi attratto da altri uomini.

Ma dopo quel colloquio è tornato a casa e mi ha detto che non voleva tornarci più. Alla fine mi ha detto che il sacerdote ci aveva provato. Mi ha raccontato – aggiunge la donna, intepretata da un’attrice – che quando è arrivato in parrocchia il prete ha messo su un film pornografico preso da internet e poi ha tentato di avere un rapporto con lui, ma mio figlio è fuggito disgustato. Non ho pensato di denunciare il caso perché sarebbe stata la parola di un depresso contro quella di un parroco».

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=513805&IDCategoria=1

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