Pedofilia: prete Firenze, Procura indaga per rivelazione atti secretati

Pedofilia: prete Firenze, Procura indaga per rivelazione atti secretati
Cronaca

Firenze, 5 apr. – (Adnkronos) – La Procura di Firenze ha aperto un fascicolo per rivelazione di atti coperti da segreto d’ufficio nei confronti dei due giornalisti di ‘Panorama’ che hanno firmato l’articolo di oggi relativo a indagini su don Daniele Rialti, il parroco accusato da un confratello e da alcuni fedeli di presunti atti di pedofilia. Atti negati dall’interessato, che parla di ”calunnie”, e smentiti dalla Curia.

Intanto, sono state perquisite dagli uomini della Squadra Mobile le abitazioni di Scandicci ed Empoli in uso a don Rialti, e materiale informatico e’ stato acquisito anche nella sede dell’Opera Madonnina del Grappa di Firenze, ente assitenziale di cui fa parte il sacerdote accusato di pedofilia. I documenti e i supporti informatici acquisiti verranno esaminati dagli investigatori.

05/04/2012

http://www.liberoquotidiano.it/news/974881/Pedofilia-prete-Firenze-Procura-indaga-per-rivelazione-atti-secretati.html

Pedofilia, sacerdote sotto accusa la pista degli incontri in un hotel

06 aprile 2012 — pagina 4 sezione: FIRENZE
SONO scattate ieri mattina le perquisizioni dell’ abitazione di Scandicci di don Daniele Rialti e dell’ Opera Madonnina del Grappa di Firenze dove il sacerdote aveva lavorato come economo. L’ inchiesta su un presunto nuovo caso di pedofilia a carico di un prete fiorentino è entrata dunque nel vivo il giorno della pubblicazione su Panorama di un articolo, i cui contenuti sono stati resi noti mercoledì, che svela la sua esistenza. Gli uomini della squadra mobile guidata da Filippo Ferri hanno prelevato materiale informatico che verrà analizzato per chiarire se ci sono elementi utili per proseguire l’ indagine. Potrebbero ad esempio spuntare fuori i nomi di persone da sentire come testimoni oppure documenti interessanti per gli inquirenti. La procura sta cercando di chiarire se e quanto siano fondate le voci che da anni circondano il sacerdote ed è pronta ad ascoltare chiunque voglia contribuire a fare chiarezza. Ad accusare don Rialti – che fra l’ altro è “difensore del vincolo”, ossia pubblico ministero presso il tribunale ecclesiastico diocesano e giudice istruttore presso il tribunale ecclesiastico regionale etrusco, nominato dalla Conferenza episcopale toscana – sono un altro sacerdote e alcuni fedeli. Diversi testimoni concordano sul fatto che quando don Rialti era vice-parroco nella chiesa di san Giovanni Evangelista a Empoli il sabato pomeriggio in canonica c’ era un via vai di ragazzini. Fra questi un giovane immigrato, di cui sarebbero stati documentati incontri anche recenti in albergo con il sacerdote: ieri mattina è stato perquisito e portato in questura, dove gli uomini della mobile lo hanno ascoltato a lungo. Nel periodo dei presunti abusi, tra 3 e 5 anni fa, il giovane era minorenne. L’ indagine di procura e polizia è cominciata subito dopo l’ attentato a Betori del novembre del 2011, quando il pm Giuseppina Mione, la polizia e i carabinieri cercavano un movente per arrivare all’ uomo che aveva sparato ferendo il segretario dell’ arcivescovo, Paolo Brogi. Per quella aggressione è stato poi incriminato e arrestato l’ ex rapinatore Elio Baschini, ma nel corso delle indagini erano stati presi in esame tutti i possibili casi di risentimento nei confronti di monsignor Betori. Fra l’ altro alla procura era stato fatto presente che era in programma, proprio la domenica successiva al giorno dell’ attentato, una cerimonia nella chiesa di San Giovanni Evangelista di Empoli e che in quella parrocchia alcuni genitori erano turbati e irritati perché l’ arcivescovo, a loro avviso, non aveva preso provvedimenti seri contro don Rialti e si era limitato a trasferirlo in un’ altra parrocchia, quella di San Bartolomeo in Tuto a Scandicci, guidata da un sacerdote molto stimato, don Marco Calamandrei. Dopo l’ attentato, quando monsignor Betori venne interrogato, i magistrati gli fecero presente anche questa vicenda, che egli non aveva incluso fra i casi che avrebbero potuto alimentare qualche risentimento nei suoi confronti. L’ arcivescovo spiegò di aver interrogato personalmente don Rialti, di essersi convinto che non era accaduto niente di grave e di aver archiviato il caso. Procura e polizia, invece, hanno ritenuto che fosse necessario approfondire e hanno raccolto una serie di testimonianze che sembrano aver dato sostanza alle “dicerie”. Ieri il procuratore Giuseppe Quattrocchi ha fatto sapere di aver aperto un fascicolo per rivelazione di atti coperti da segreto di ufficio per la pubblicazione delle anticipazioni dell’ inchiesta su Panorama. © RIPRODUZIONE RISERVATA – MICHELE BOCCI

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/04/06/pedofilia-sacerdote-sotto-accusa-la-pista-degli.html

Advertisements