Dopo le ‘voci’ su don Rialti scatta l’inchiesta su presunta pedofilia. Tutti sorpresi: parrocchiani, curia e Madonnina del Grappa

Dopo le ‘voci’ su don Rialti scatta l’inchiesta su presunta pedofilia. Tutti sorpresi: parrocchiani, curia e Madonnina del Grappa
Adesso la procura cerca le prove dei gravi fatti che sarebbero contestati all’ex parroco di San Giovanni Evangelista in via Masini che domenica dirà la messa di Pasqua a Scandicci
05/04/2012 – 23:30
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Tutti sorpresi dall’articolo di Panorama sulla curia fiorentina. Un pezzo a metà fra l’agguato al cardinale Giuseppe Betori, all’epoca vescovo, e al suo segretario don Paolo Brogi, e la vicenda don Daniele Rialti, un parroco a cui è stata affibbiato il sospetto della pedofilia.

Tutti sorpresi, anche la procura di Firenze che da qualche tempo stava indagando e sul ferimento di don Brogi, giovane sacerdote di Castelfiorentino, e sulle voci che si erano susseguite rispetto a certi atteggiamenti di don Rialti che fino a 3 anni fa era vice parroco alla chiesa di San Giovanni Evangelista di via Masini a Empoli.

Procura sorpresa dall’anticipazione dei giornalisti di Panorama e quindi questa mattina via alle perquisizioni, forse per cercare di evitare l’occultamento di ipotetiche prove o indizi, la cancellazione di file informatici o altro.

Sorpresi i parrocchiani di Scandicci, gli ex parrocchiani di Empoli, i ‘colleghi’ sacerdoti, i rappresentanti della Madonnina del Grappa, di cui don Rialti fa parte.

Va sottolineato che si sta parlando di un’inchiesta su un presunto caso di pedofilia tra i preti della diocesi fiorentina.

Ancora non è chiaro se le voci arrivate agli inquirenti mentre stavano lavorando all’agguato all’arcivescovo siano state confermate da qualche riscontro. Per ora si tratta di una raccolta di indiscrezioni, episodi, parole, ma da quella che al momento emerge non c’è niente di veramente concreto. Don Rialti professa la sua innocenza e la sua estraneità ai fatti, la curia lo lascia dove è, nella parrocchia San Bartolomeo in Tuto, dove domenica dirà la messa di Pasqua, e la Madonnina del Grappa ha aperto questa mattina le sue porte della sede di Firenze agli inquirenti senza problemi e con la massima disponibilità.

Oggi è stata perquisita a Scandicci l’abitazione di don Daniele, spostato lì nel 2009 da via Masini di Empoli dall’arcivescovo Giuseppe Betori.

A quest’ultimo erano arrivate le accuse di presunti abusi su minori, presentate da un altro sacerdote e da alcuni fedeli ma l’arcivescovo, che avrebbe ascoltato numerose persone, non avrebbe trovato nessuna prova per aprire un procedimento così come previsto dal Codice canonico.

La stessa Madonnina del Grappa era a conoscenza delle voci, calunnie o verità sarà la magistratura a chiarirlo, sul conto di don Rialti, ma di prove nessuna.

Anzi, anche oggi le reazioni di molti parrocchiani empolesi, che hanno vissuto la chiesa di via Masini fianco a fianco con don Rialti, sono di assoluta difesa dell’ex vice parroco, prima con sacerdote don Guido Engels, ora proposto di Empoli, poi con don Paolo Cioni, ora a Calenzano.

Proprio don Cioni e un gruppo di parrocchiani, secondo Panorama, avrebbero segnalato quelli che sarebbero gli strani rapporti di don Rialti con alcuni ragazzini che frequentavano la comunità di San Giovanni Evangelista.

Sempre Panorama ha ascoltato Fabrizio Sestini, coordinatore della Misericordia di Empoli che gestisce il centro Emmaus accanto alla chiesa. Si sarebbe parlato, secondo il settimanale, di un ragazzo che lamentava il patto che don Rialti entrava in bagno spesso mentre faceva la doccia.

Da qui alla pedofilia ce ne passa, ma intanto oggi gi uomini della squadra mobile di Firenze, coordinati dal pm Giuseppina Mione titolare dell’inchiesta, hanno perquisito anche la casa di don Rialti quando era a Empoli; quella di un giovane di origine albanese, sempre a Empoli, e acquisito materiale informatico nella sede dell’Opera della Madonnina del Grappa a Firenze, alla quale don Rialti è legato.

In particolare gli agenti avrebbero cercato nominativi di persone che poi vorrebbero ascoltare come possibili testimoni. Dopo la perquisizione dell’abitazione dove vive, il giovane albanese è stato subito ascoltato in questura.

Oggi è maggiorenne ma all’epoca dei fatti, un periodo che andrebbe tra il 2007 e il 2009, aveva meno di 18 anni.

Il difensore di don Rialti, l’avvocato Alberto Corsinovi, preferisce rimandare ogni commento sulla vicenda, “anche perché al momento abbiamo in mano pochissimo materiale, e soprattutto molto generico”.

Ieri sera il sacerdote aveva negato ogni accusa e parlato di “calunnie”.

Ambienti vicini alla curia e anche alla Madonnina del Grappa fanno sapere che c’è l’esigenza di scoprire la verità e la massima disponibilità nei confronti delle indagini della magistratura.

Come detto il presunto caso di pedofilia sarebbe stato scoperto dalla procura di Firenze mentre indagava sull’attentato subito, il 4 novembre 2011, dall’arcivescovo di Firenze.

I due episodi non sono collegati tra loro anche se alcuni testimoni si sarebbero presentati spontaneamente agli inquirenti dopo l’attentato, collegando l’episodio a possibili problemi legati a casi di pedofilia nella diocesi.

A Firenze si è spenta da poco l’eco dell’inchiesta della Chiesa che portò alla riduzione allo stato laicale nel 2008 di Lelio Cantini, l’ex sacerdote morto il 15 febbraio scorso, riconosciuto colpevole ‘di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori’, peraltro sepolto proprio nel cimitero della Misericordia di Empoli.

http://www.gonews.it/articolo_129700_Dopo-…ina-Grappa.html

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Pedofilia, perquisita l’abitazione di don Daniele Rialti Pedofilia, parroco sotto accusa

Firenze, 6 aprile 2012 – La comunità che si raccoglie attorno alla parrocchia di S.Giovanni Evangelista e alla Madonnina del Grappa, a Empoli, è sotto choc. Ieri, Giovedì santo, c’era un’aria pesante in via Masini.
Una montatura, una vendetta subdola, attacchi privi di ogni fondamento: queste le reazioni alla notizia delle accuse di pedofilia rivolte a don Daniele Rialti, che per un biennio, sino a tre anni fa, ha prestato servizio proprio in questa parrocchia.

Si comincia con don Guido Engels, proposto di Empoli e vicario del Vescovo: «Siamo di fronte ad un processo mediatico, invece bisogna dare modo alla persona di potersi difendere. Sono stato al fianco di don Daniele per due anni alla Madonnina del Grappa: mai, e sottolineo mai, sono arrivate alla mia attenzione questioni del genere, accuse così gravi. Mi sembra un’assurdità.

Alla Madonnina del Grappa c’era e c’è l’oratorio estivo con tanti ragazzi, mai nessuno è venuto ad esporre lamentele. Ora, se c’è un’inchiesta, la magistratura farà il suo corso, ma penso proprio che si sia di fronte ad accuse infondate. Oltretutto, don Rialti, pur molto presente in parrocchia, aveva da seguire anche altri incarichi importanti, come quello al Tribunale Ecclesiastico». In S.Giovanni si incontra il diacono, Giuseppe Aiello: «Sono qui da solo un anno e non ho conosciuto don Rialti. Ad ogni modo, non sono mai venuto a conoscenza di fatti del genere».

Chi conosce bene don Rialti è Marcello Ciampolini, affermato artista empolese che ha realizzato numerose opere per la Madonnina del Grappa: «Accuse infamanti — dice — lo conosco da 14 anni, da quando cioè ho fatto il primo dipinto per la Madonnina nel lontano 1998, e non ho mai sentito nulla sul suo conto, neppure come voci. Quell’opera venne presentata a Palazzo Vecchio, e in quell’occasione lui era con me. Ripeto: mai un sentore per giustificare un’accusa così terribile».

E arriviamo a Michele Barberi, che è catechista e che suona la chitarra nel coro di S.Giovanni: «Questa bufera mi provoca una grande amarezza. Ho la massima fiducia in don Rialti; ho mandato i miei due figli in parrocchia al catechismo, io stesso sono catechista. Per me è una turpe vendetta di qualcuno. Rinnovo la mia stima in don Rialti, che ha sempre portato avanti le attività della Madonnina del Grappa con grande coerenza».

http://www.lanazione.it/toscana/cronaca/2012/04/06/693233-betori-attentato-baschini-curia-pedofilia.shtml

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