Abusi sessuali, chiesti i danni alla Curia

Sotto accusa il parroco di Nardò
Per la prima volta Chiesa in aula come responsabile civile
Don Quintino è accusato di molestie su marocchino

LECCE – Per la prima volta la Curia viene citata in giudizio dinanzi a un Tribunale penale. Nell’udienza di ieri, i giudici della prima sezione collegiale del Tribunale di Lecce (presidente Stefano Sernia, relatore Silvia Minerva, a latere Anna Paola Capano) hanno accolto la richiesta di citare come responsabile civile la Curia diocesana di Nardò e Gallipoli, nella persona del vescovo e legale rappresentante pro tempore monsignor Domenico Caliandro.

Il processo in questione è quello che vede come imputato don Quintino De Lorenzis, il sacerdote di 35 anni originario di Casarano, accusato di violenza sessuale nei confronti di un giovane marocchino di 28 anni. A chiedere la citazione del responsabile civile è stata la difesa della presunta vittima, assistita dall’avvocato Salvatore Centonze, che si è costituita come parte civile. La Corte, nonostante la richiesta di rigetto avanzata dal pubblico ministero, ha autorizzato la richiesta sulla base dell’articolo 2049 del codice civile, in virtù del rapporto di lavoro tra la Curia e il sacerdote e, di conseguenza, la responsabilità per i danni arrecati dal fatto illecito commesso nell’esercizio delle incombenze cui era adibito. La parte civile ha chiesto un risarcimento di 20mila euro. «E’ la prima volta che nel nostro sistema giudiziario avviene una cosa del genere», spiega l’avvocato Salvatore Centonze. «Nei mesi scorsi era stata l’Alta Corte di giustizia di Londra a stabilire che la Chiesa cattolica può essere ritenuta responsabile per i comportamenti illeciti e i reati condotti dai propri preti«. «Del resto – prosegue il penalista – è come se un docente abusasse di un alunno in classe e si citasse come responsabile civile il ministero dell’Istruzione. Ritengo che oltre che un atto dovuto sia una garanzia per la stessa Curia che, diventando parte nel processo, può dimostrare la propria estraneità ai fatti». I fatti contestati, secondo l’ipotesi accusatoria, risalirebbero allo scorso 15 ottobre. La presunta vittima, un ragazzo di 28 anni di nazionalità marocchina, ha sporto denuncia, indicando proprio nel sacerdote, già padre spirituale del Seminario diocesano, il presunto autore delle violenze. Accuse che avrebbero trovato riscontro nelle indagini condotte dai carabinieri di Nardò, chiamati a far luce su una vicenda che ha suscitato scalpore.

Secondo il racconto del giovane extracomunitario, i presunti abusi sarebbero stati consumati proprio all’interno della sacrestia. Il ragazzo sarebbe stato attirato dal sacerdote con la scusa di rifornirlo di cibo e vestiario, approfittando del fatto che fosse una persona priva di mezzi di sostentamento. L’imputato avrebbe approfittato della presunta vittima mentre era intento a vestirsi e avrebbe subito diversi e sempre più vigorosi tentativi di approccio sessuale, toccando ripetutamente gli organi genitali. I presunti abusi avrebbero determinato “nella della vittima l’insorgere di una patologia psichica consistente in un profondo stato di insicurezza, difficoltà nella vita di relazione e sessuale, ansia e depressione, tanto da far ricorso a terapie farmacologiche”. Dopo la denuncia il 28enne sarebbe stato isolato e non avrebbe ricevuto più alcun aiuto e sostentamento. Nel gennaio scorso don Quintino è stato rinviato a giudizio al termine dell’udienza preliminare dinanzi al gup del Nicola Lariccia. In molti, nella comunità di Nardò, avevano espresso solidarietà al parroco, che da oltre un anno e mezzo era alla guida della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò, ma che è stato poi sospeso, abbandonando il suo incarico.

Andrea Morrone
29 marzo 2012

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2012/29-marzo-2012/abusi-sessuali-curia-giudiziosotto-accusa-parroco-nardo-2003873620377.shtml

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