Abusò di una parrocchiana minorenne che rimase incinta di lui

Ex prete condannato per violenza sessuale

di Clara D’Acunto
FIRENZE. E’finito ieri, in un’aula del tribunale di Firenze, l’amore malato tra una ragazzina di appena 16 anni e un parroco di provincia di 45 anni. Una storia che si è conclusa per sempre con una sentenza per violenza sessuale. Il prete, che nel frattempo ha abbandonato l’abito talare, è stato condannato a 4 anni e sei mesi ed è stato interdetto dai pubblici uffici per 5 anni. Tutto ha avuto inizio nel 1999, quando in una parrocchia di Montelupo arriva un prete indiano, John Moniz. E la ragazzina ne resta affascinata, come tutti del resto. «Ero incantata dal suo charme e avevo fiducia in lui», ha raccontato. La giovanissima parrocchiana inizia a frequentare assiduamente il sacerdote. Si sentono al telefono e vanno al cinema. Lui le compra il profumo che le piace tanto, poi i fiori e un braccialetto. La fiducia che ha per quest’uomo di chiesa la guida in una storia malsana. Un giorno, nel buio della sala di un cinema, lui le prende la mano e l’accarezza: è il primo contatto fisico. Poi si va oltre: dentro un confessionale, lui le alza la maglietta e le tocca il seno. La ragazzina scappa, ma poi ritorna perché crede a quel prete venuto da lontano che dice di essere innamorato di lei, che vuole abbandonare tutto per sposarsi. Il primo rapporto sessuale con il sacerdote c’è a distanza di un mese: «Eravamo a casa sua, in camera da letto», ha raccontato. Da allora si sono visti ogni giorno in sagrestia o in casa. «Ero davvero innamorata, mi diceva che mi avrebbe portato all’estero». Ha sempre creduto alle sue promesse, credeva che fosse possibile un giorno uscire allo scoperto e gridare al mondo quell’amore segreto che solo ai suoi occhi sembrava vero. Poi a 17 anni scopre di essere incinta. Per seguire il suo amore si era allontanata dai suoi amici e in quel momento si sente sola. Il prete le dice di abortire e solo in quel momento chiede aiuto ai suoi genitori che l’accompagnano in ospedale, a Pisa. Dopo aver perso il bambino arriva la depressione, «volevo suicidarmi». I genitori hanno fatto di tutto per tenere quell’uomo lontano dalla loro figlia, ma lei continua a credere alle parole dolci che il prete le dice al telefono. Non riesce a stare lontana da lui, si sono rivisti e hanno avuto ancora rapporti. E altri due aborti spontanei, uno nel 2005 e un altro nel 2006. Poi ha detto basta. Massacrata nel corpo e nell’anima, trova la forza di far vedere quegli sms al cardinale Antonelli. Il prete viene così trasferito in un paese vicino Todi, ma per la giovane l’incubo non finisce. Iniziano telefonate mute, a volte sono solo di insulti. Il mondo le crolla addosso e lei smette di mangiare. Arriva a pesare 39 chili e quando pensa di non farcela più le arriva da dentro una forza inaspettata che le fa rialzare la testa. La sua vita ricomincia lentamente dopo una denuncia ai carabinieri fatta sulle telefonate anonime, ma poi una volta iniziato a parlare decide di scrollarsi di dosso quei sei anni di segreti e bugie. Così inizia il processo, che ieri si è concluso con una condanna per violenza sessuale (per i rapporti avuti fino al 2000). «Ora – ha commentato il legale della giovane, Antonio Voce – valuteremo che azioni intraprendere nei confronti dell’imputato, ma anche della Chiesa». Intanto la vittima di questa brutta storia, ormai una giovane donna, si è ricostruita una vita. Il prete, che smessi gli abiti talari è andato a lavorare come badante lontano dalla Toscana, dovrà ora pagare per aver trascinato una ragazzina in una storia malsana.

http://iltirreno.gelocal.it/empoli/cronaca/2011/03/22/news/ex-prete-condannato-per-violenza-sessuale-1.2386815

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