Don Marco, c’è il quinto caso E’ un’altra minorenne di Como

20 marzo 2012

COMO Parlano, le ragazzine del quartiere. Le amiche della minorenne che, per prima, ha rotto il muro del silenzio e ha denunciato il suo ex parroco, don Marco Mangiacasale. Lo ha accusato di averla attirata in una relazione sessuale iniziata quando lei era giovanissima. E terminata pochi giorni prima la decisione di raccontare ogni cosa, all’attuale parroco di San Giuliano.
Dunque parlano, le ragazzine del quartiere. E i loro racconti si tramutano in una nuova denuncia a carico del prete, in cella da quasi due settimane con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata. Salgono così a cinque le contestazioni formalizzate all’ex parroco con casa in via Maurizio Monti. L’ultimo episodio è stato ricostruito dalla Procura proprio grazie alle testimonianze delle giovani frequentatrici dell’oratorio. Si tratterebbe di un nuovo caso finora sconosciuto agli inquirenti. E del quale neppure lo stesso don Marco ha parlato nel corso dell’interrogatorio di garanzia, quando ha ammesso non soltanto l’abuso che ha fatto scattare la custodia in carcere, ma anche altri due episodi sempre ai danni di minorenni, episodi sui quali la magistratura ha poi raccolto conferme e riscontri.
Ma sul tavolo degli investigatori compare anche un quinto abuso, in questo caso circoscritto nel tempo, e che si riferirebbe alla gita a Roseto degli Abruzzi, nel corso della festa finale del Grest, che aveva già provocato le reazioni di alcuni genitori nei confronti di don Mangiacasale.
La Procura sta proseguendo gli accertamenti sui rapporti che l’ex parroco di San Giuliano aveva intrattenuto con alcune ragazzine minorenni. In particolare si sta scavando nei computer, sui telefoni cellulari e nelle memorie degli iPad del prete. Gli investigatori hanno già acquisito le mail e gli sms scambiati con la giovane che per prima ha denunciato il sacerdote. Messaggi dal contenuto inequivocabile.

Leggi l’approfondimento su La Provincia in edicola martedì 20 marzo

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