Accuse all’ex rettore, Calasanzio in rivolta

Genova – Le indagini, della Procura e della Chiesa, per quanto delicate e in pieno svolgimento, non devono fare di tutta l’erba un fascio. E, soprattutto, non delegittimare un istituto «amato» da chi lo frequenta o l’ha frequentato, dai genitori dei suoi studenti, dagli altri religiosi.

Si vivono giorni di fibrillazione, a Cornigliano e non solo. Dove il Calasanzio, scuola superiore dei frati Scolopi, è finito al centro delle cronache per le vicissitudini che hanno travolto il suo ex rettore, padre Gianluca Depretto. Accusato da un ex seminarista di aver molestato sessualmente lui e altri ragazzini quasi vent’anni fa, e dall’economo di aver fatto spese folli con il bancomat dei religiosi. Il primo aspetto è al vaglio della Congregazione per la dottrina della fede, l’ex Sant’Uffizio, in Vaticano, dopo che da Genova è stata trasmessa la lunga memoria d’una “vittima”. Sulle spese sospette lavora invece la Procura, che ha iscritto Depretto sul registro degli indagati per appropriazione indebita.

Colpevole o innocente? Se per il momento è stato sospeso dal ruolo di rettore e trasferito, i moltissimi genovesi che lo conoscono attendono i verdetti per giudicare definitivamemte, ribadendo tuttavia d’averne un ricordo «eccezionale». E chi al Calasanzio continua a lavorare, come i genitori dei ragazzini che proseguono gli studi, chiede che la scuola venga dipinta per ciò che è: «Il personale laico, docente e non docente – scrivono per esempio i lavoratori in una nota diffusa ieri pomeriggio -, nell’attesa degli sviluppi delle indagini, ribadisce la propria serietà e la propria professionalità, con le quali ha da sempre svolto e continuerà a svolgere il compito didattico ed educativo affidatogli. Il Padre provinciale Ugo Barani resta l’unico soggetto deputato a fornire eventuali chiarimenti».

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2012/03/09/AP2o0i3B-rivolta_calasanzio_rettore.shtml

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