Don Sergio Rappo ha patteggiato. Ma non era innocente?

Premessa. Il patteggiamento dice la Cassazione, non è una ammissione di colpa. Però, è evidente che per evitare certi processi si preferisca farlo, togliendosi il rischio di condanne che portino magari al carcere.
E così pure don, pardon, il sig. Rappo ha patteggiato (un anno e 10 mesi e al risarcimento di 40 mila euro), per l’accusa di abusi a danno di un ragazzino.
Anche in questo caso tutti sapevano tutti tacevano, molti difendevano a spada tratta il sacerdote. Oggi peraltro non certo rimosso dal suo incarico, ma semplicemente spostato in un’altra parrocchia (si può sapere dove? Magari ancora a contatto con i ragazzini?).
E fa male vedere che l’unica preoccupazione del co-parroco della parrocchia di Santa Croce dove ha “operato” siano il fatto che “40mila euro” siano tanti.
Certo sono tanti, tantissimi, soprattutto se vengono presi dai soldi dei parrocchiani.
Concludiamo con le parole di una signora, che vive vicino alla Parrocchia:
«Non ci credo ancora che sia successo a don Sergio per me è stata calcata la mano. Anzi se sapessi dove si trova ora andrei a trovarlo per esprimergli la mia piena solidarietà. Per noi resterà solo un buon ricordo di lui».
Parole queste che ancora una volta rendono sempre più labile il confine, tra l’ignoranza, la non credulità e la complicità.

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