«Don Abbiati resti in cella è socialmente pericoloso»

Il prete di Borgarello sta scontando una condanna a 4 anni per pedofilia. I giudici respingono la richiesta di lavorare con gli anziani: «Non si è pentito»

di Maria Fiore

BORGARELLO.Aveva espresso il suo desiderio due mesi fa dal carcere di Bollate, dove sta scontando una condanna definitiva a 4 anni per pedofilia: «Voglio rendermi utile alla comunità, fatemi uscire per lavorare». Don Giuseppe Abbiati, il prete di Marcignago e parroco per anni a Borgarello, si era rivolto al tribunale di sorveglianza, perché gli concedesse l’affidamento in prova ai servizi sociali dopo oltre due anni e mezzo di detenzione. Ma la richiesta di poter lavorare in strutture per anziani, e quindi di poter scontare il residuo della pena in attività di solidarietà e sostegno sociale, è stata respinta dal collegio dei giudici, nonostante il parere favorevole del Procuratore generale e degli educatori, che avevano avuto modo di valutare il comportamento in carcere del sacerdote.

Una decisione che ha sorpreso la famiglia del prete e l’avvocato difensore, Massimo Zucca. «La sintesi degli educatori era positiva e anche il procuratore generale aveva dato parere favorevole all’affidamento ai servizi sociali – dice il legale –. Don Abbiati ha sempre tenuto un comportamento corretto durante la detenzione, nulla faceva pensare a un rigetto».

I tre giudici del collegio hanno motivato la loro decisione sulla base di una presunta «pericolosità sociale» del sacerdote, che potrebbe commettere ancora lo stesso reato perché «non ha mai ammesso le sue colpe né dato prova di pentimento». L’assenza di una confessione, va detto, è coerente con l’atteggiamento che il prete ha sempre tenuto verso questa vicenda. Don Abbiati, finito in cella a luglio del 2009, dopo che era diventata definitiva la condanna per abusi sessuali ai danni di tre ragazzini minorenni, si è sempre proclamato innocente e «vittima di un errore giudiziario». In suo favore si erano schierati anche i parrocchiani di Borgarello, che non hanno mai creduto a quelle accuse. Tanto che, dopo la sentenza definitiva della Cassazione, la difesa di don Abbiati aveva anche accarezzato l’ipotesi di far riaprire il processo. Ipotesi che era stata poi accantonata, per la complessità della procedura di presentazione di nuove prove e nuove testimonianze, condizioni essenziali perché si potesse riesaminare il caso.

Si era invece pronunciata in positivo la Congregazione della dottrina della fede, che aveva deciso di non privare don Abbiati dello status di sacerdote. Non è bastato, questo, a convincere i giudici a consentirgli di uscire dal carcere prima del tempo. Anzi, il tribunale, all’opposto, ha ritenuto che non fosse favorevole a una scarcerazione anticipata il fatto che don Abbiati abbia «anteposto il suo essere prete al suo essere uomo».

La decisione del collegio significa che il sacerdote di Marcignago e Borgarello resterà in cella per tutta la durata della pena, quindi fino a luglio del prossimo anno, il 2013. Ma la difesa, anche sulla base delle indicazioni della famiglia, ha intenzione di presentare ricorso.

28 febbraio 2012

http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2012/02/28/news/don-abbiati-resti-in-cella-e-socialmente-pericoloso-1.3228740

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