Don Cantini, funerali privati

Don Cantini, funerali privati
Presenti i parenti più stretti la messa è stata celebrata nel convento francescano di Fiesole dove Cantini era ospite da qualche tempo. Le «confessioni» degli ultimi giorni

Funerali in forma privata per Elio Cantini, l’ex sacerdote fiorentino ridotto allo stato laicale nell’ottobre 2008 dal Papa dopo essere stato riconosciuto colpevole di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori. Presenti i parenti più stretti la messa è stata celebrata nel convento francescano di Fiesole dove Cantini era ospite da qualche tempo e dove è morto a 89 anni nella tarda serata di mercoledì. La salma è stata poi portata al cimitero della Misericordia di Empoli dove Cantini sarà sepolto. L’ex sacerdote, la cui salute era peggiorata negli ultimi giorni, è stato assistito fino alla morte nell’infermeria del convento che ha eretto un muro alle curiosità dei mass media.

Sull’antica e ventosa rocca di San Francesco, luogo di pace e di silenzio con una tra le più meravigliose viste sulla città di Firenze, don Lelio Cantini ha trascorso gli ultimi anni della sua vita tormentata. Ed è proprio nel convento dei frati minori dedicato al santo di Assisi, fondato nel XIII secolo sulla cima della collina fiesolana, che l’ex sacerdote sembra aver trovato la pace con la propria coscienza. Don Cantini, accusato di aver abusato sessualmente e psicologicamente di minori per quasi vent’anni, quando era sacerdote nella chiesa fiorentina di Santa Maria Regina della Pace, e per questo nel 2008 condannato allo stato laicale dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, avrebbe infatti finalmente trovato la forza di raccontare le proprie colpe. A spiegarlo è frate Marco, che all’infermeria del convento di San Francesco, di cui don Cantini era ospite da qualche anno, svolge le funzioni di vicario in caso di assenza del Padre Superiore, frate Alessandro.

«Cantini non parlava con me di queste cose — spiega frate Marco — ma ha fatto un cammino di pentimento, un cammino di espiazione con il nostro superiore». «Padre Sandro gli parlava spesso per fargli prendere coscienza delle cose che aveva fatto — prosegue il frate — e Cantini ha manifestato più volte pentimento». L’ex sacerdote, negli ultimi anni della sua vita, e al di fuori del segreto della confessione, ha quindi trovato il coraggio di parlare. Come non aveva mai fatto prima. Al convento fiesolano, nessuno spiega quali colpe don Cantini avesse ammesso, se gli abusi fisici o le molestie psicologiche (o entrambe le cose), ma quel che è certo è che il suo pentimento ha riguardato le vicende per cui era stato accusato. E che del resto gli erano costate un’inchiesta giudiziaria, archiviata solo per sopraggiunta prescrizione, da parte della Procura di Firenze. Ma grazie al lungo lavoro di padre Sandro, don Lelio Cantini a San Francesco «aveva finalmente trovato una certa serenità», assicura frate Marco.

L’ex parroco non viveva nel convento vero e proprio, ma nell’infermeria, una sorta di casa di riposo dove sono ospitati molti anziani religiosi. Trascorreva le giornate tra il letto e la carrozzina a ruote su cui era costretto dagli acciacchi dell’età, e aveva dedicato gli ultimi mesi di vita alla riflessione, alle letture e, soprattutto, alle lunghe sedute di preghiera assieme agli altri religiosi del convento. Don Cantini si sarebbe spento con la stessa serenità che sembra aver caratterizzato i suoi ultimi giorni. È morto nel sonno, senza accorgersi che se ne stava andando. Nel pomeriggio di mercoledì, infatti, aveva avuto un piccolo mancamento, dovuto alla pressione alta da cui era afflitto da tempo. Un lieve capogiro, poi il trasferimento dalla carrozzina al letto, dove aveva cominciato a sentirsi meglio. Poi si è assopito e, senza che nessuno si avvedesse del pericolo imminente, si è improvvisamente spento a 89 anni di età.

Giulio Gori
17 febbraio 2012

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/17-febbraio-2012/don-cantini-funerali-privati-1903329298824.shtml

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