All’indomani del patteggiamento di don Nello Giraudo

SAVONA. All’indomani del patteggiamento di don Nello Giraudo Rete L’Abuso chiede la sospensione della nomina a Cardinale per Domenico Calcagno e il Processo Canonico per i 4 Vescovi savonesi.

Un anno con la condizionale, senza carcere, per don Nello Giraudo il prete savonese accusato di molestie sessuali ai danni di decine di minori; ad incastrarlo è stato un giovane scout. I fatti risalgono al 2005 e non sono quindi andati in prescrizione.

“Più che una condanna – si legge in una nota de l’Abuso – sembra una assoluzione visto che dalla cronaca del giornale che da la notizia non si fa cenno ad alcun tipo di obbligo nei suoi confronti, tipo seguire una terapia riabilitativa o l’astenersi dal frequentare luoghi frequentati da bambini. Nessun addebito ai vescovi che hanno formato questo prete e che lo hanno tenuto in servizio così a lungo. Questa la sentenza che ha nuovamente violentato le vittime di don Nello Giraudo, che insieme ai legali dell’associazione annunciano battaglia”.

“E’ partita questa mattina, indirizzata a Benedetto XVI, alla CEI e alla Congregazione dei Vescovi – prosegue la nota – la richiesta di sospensione della nomina di Domenico Calcagno a Cardinale e la richiesta di Processo Canonico per gli ultimi quattro Vescovi savonesi accusati non solo dalle vittime, ma anche da alcuni sacerdoti della Diocesi di Savona, nonché dallo stesso Giraudo di aver consapevolmente coperto reati di pedofilia a danno di decine di minori”.

E’ Francesco Zanardi, portavoce dell’associazione che accusa in particolare gli ultimi due Vescovi, l’attuale segretario dell’APSA Domenico Calcagno che verrà nominato Cardinale il prossimo 18 febbraio e Vittorio Lupi, attuale Vescovo di Savona.

“Nel 2011 segnalai più volte – dichiara Zanardi – insieme all’allora Economo della Diocesi di Savona, al neo Vescovo Domenico Calcagno diversi casi di pedofilia, ma senza che questo prendesse alcun provvedimento, neppure cautelativo. Situazione che si sarebbe potuta sicuramente evitare”.

“Lo stesso Giraudo denuncia che i Vescovi – incalza Zanardi – erano al corrente della sua situazione, ma non sono mai intervenuti, se non quando costretti dalla magistratura. All’inizio dell’estate del 2011 denunciai alla Magistratura, al Vescovo e al Priore dell’abazia l’anomala (in quanto la Diocesi, pur non avendo saputo produrre documenti probatori, sostiene che Giraudo sia ridotto allo stato laicale) e pericolosa presenza del Giraudo all’interno del convento dei frati Benedettini di Finalpia, ma nessuno prese provvedimenti, fino a due mesi fa quando alcuni genitori del finalese mi contattarono per denunciare la presenza del Giraudo, preoccupati perché oltre alle attività catechistiche che si svolgono all’interno del convento, che il mercoledì sfiorano la presenza di circa 120 minori, adiacente c’è una scuola elementare ed un asilo”.

I legali dell’associazione sono ora intenzionati ad aprire un procedimento civile chiedendo anche alla Magistratura savonese e alle autorità Vaticane di accertare le responsabilità della Curia. (nelle foto: Don Nello Giraudo e Francesco Zanardi).

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