Padova/ Estorsione sessuale al sacerdote: 51enne padovano patteggia quasi quattro anni

Venerdì, 20 gennaio 2012 – 14:51:00

Voleva mettere a tacere una relazione omosessuale. Per questo Massimo Buffelli, 51enne padovano, ha patteggiato 3 anni e 8 mesi di reclusione, senza condizionale, e 400 euro di multa. L’accusa era di estorsione per aver spillato 3mila euro a un sacerdote. Secondo quanto riportato dal Corriere di Padova Buffelli – assistito dall’avvocato Filippo Giacomello – ha raggiunto l’accordo sulla pena con il pubblico ministero Sergio Dini, titolare del fascicolo. Si chiude così quindi una storia venuta alla luce verso la fine dell’estate 2010, ma nata nei primi mesi del 2009.

Quando Buffelli aveva iniziato a bussare alle porte della parrocchia dove il sacerdote prestava servizio, in una chiesa a pochi metri dalle mura Cinquecentesche di Padova. E sotto la minaccia di rendere pubbliche e far arrivare fino al vescovo le prove di una loro precedente relazione omosessuale, era riuscito in diverse occasioni a farsi dare qualcosa come tremila euro. E se l’anziano sacerdote non avesse pagato si sarebbe trovato sulla bocca di tutti.

Protagonista di una vicenda a sfondo omosessuale tra lui e il suo estorsore. Storia che l’uomo di Dio ha sempre smentito, ammettendo di contro i pagamenti per evitare di venire infangato da calunnie e voci non vere, oltre che per umana pietà. Non solo contanti però, perché il 51enne a volte chiedeva che fosse il prete a pagargli la spesa settimanale o a fargli delle ricariche telefoniche. In alcune occasioni si era detto pronto a raccontare tutto al vescovo di Padova e per dimostrare la sua determinazione aveva anche iniziato a mettere dei bigliettini tra i banchi della chiesa e in sagrestia in cui raccontava l’avventura amorosa avuta in passato con il sacerdote.

Per qualche tempo tutto era rimasto sotto coperta, ma pian piano le voci si erano diffuse e il chiacchiericcio era divenuto così insistente da arrivare all’orecchio degli agenti della polizia Municipale e da qui in Procura. Che prima ha acquisito direttamente dalle mani del sacerdote i bigliettini “galeotti” e poi ha ordinato una perquisizione in casa del 51enne. Trovando anche lì copie di quei foglietti così compromettenti. Sempre ieri una vicenda simile ha tenuto banco nell’aula del tribunale monocratico. Accusato di furto di quattro assegni bancari e di estorsione continuata stavolta era un 32enne marocchino, tale Youssef El Sahel. Vittima anche in questo caso un prete delle diocesi patavina a cui il nordafricano aveva estorto per tutto il 2008 circa 20mila euro, per non rendere pubbliche alcune foto che ritraevano il sacerdote in pose osé. Proprio il reverendo ha testimoniato dicendo di aver dato quei soldi per aiutarlo, ma quando è stato il momento di ricostruire i rapporti tra lui e il marocchino il giudice ha deciso di proseguire l’udienza a porte chiuse.

http://affaritaliani.libero.it/sociale/est…dote200112.html

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