Schio, prete accusato di violenza Adesso c’è il sospetto di altri casi

INCHIESTA. La clamorosa indagine sulle presunte violenze in oratorio: i carabinieri ascoltano numerosi testimoni. La difesa del prete intenzionata a chiudere la vicenda in tempi brevissimi. Allo studio anche un accordo con la parte offesa
19/01/2012

Don Sergio Rappo

Schio. In caserma sfilano i ragazzini. I carabinieri stanno cercando di fare luce su quanto avveniva nell’oratorio della parrocchia S. Croce di Schio, dopo la querela di un giovane di 20 anni di Torrebelvicino che ha denunciato il co-parroco di violenza sessuale. Da quanto trapela il sacerdote avrebbe mantenuto un atteggiamento equivoco anche con altri adolescenti; ma gli inquirenti procedono con i piedi di piombo, anche perchè va compreso se effettivamente dei reati siano stati commessi. Quello che è certo è che più di qualcuno aveva detto alla presunta vittima del prete di stare alla larga dall’oratorio, e lo ha confermato anche ai militari comandati dal capitano Massimo Ferrari e dal luogotenente Sergio Asciolla. Intanto, il pubblico ministero Antonella Toniolo, che coordina la delicata indagine, potrebbe chiedere a breve l’incidente probatorio, e cioè un’udienza davanti al giudice e davanti anche al sacerdote in cui sentire il giovane accusatore per cristallizzare le contestazioni. Anche la difesa di don Sergio Rappo, 59 anni (il sacerdote è assistito dall’avv. Michele Carotta), però sta cercando di velocizzare i tempi per arrivare il prima possibile ad una definizione della vicenda. Il sacerdote, già spostato dalla Curia, è stato ascoltato dal magistrato davanti al quale il prete ha ammesso di aver fatto delle carezze al ragazzo. Nulla più. La Curia, che si è detta pronta ad aiutare la famiglia del giovane, potrebbe proporre anche un risarcimento. L’obiettivo degli inquirenti è al momento quello di fare piena chiarezza su quanto è avvenuto in oratorio fra l’antivigilia di Natale e Capodanno. In quei giorni, il giovane prestava servizio per don Sergio già da qualche settimana: lo aiutava nelle pulizie e nella distribuzione dei volantini parrocchiali, e in altre piccole faccende. In cambio, guadagnava 10 euro l’ora che per lui, disoccupato da tempo, erano assai preziosi. Nel frattempo, incontro dopo l’incontro, l’intimità con il religioso – in base a quanto il ragazzo, accompagnato dal padre, ha denunciato in caserma – sarebbe aumentata. Dalle chiacchiere ai massaggi distensivi, fino agli atti sessuali. «Il 23 dicembre mi costrinse ad un rapporto completo», ha detto il ragazzo, che dimostra assai meno dei suoi 20 anni. Il giovane fa riferimento anche ad un secondo episodio, ma dice di essere talmente confuso da non sapere indicare nè quando è avvenuto nè cosa esattamente è successo. «L’ho rimosso», si è giustificato con i carabinieri, ai quali si è rivolto solo dopo il consiglio degli amici ai quali aveva raccontato quello che gli era successo in oratorio. Del primo incontro da codice penale il ragazzo ricorderebbe ogni particolare, del secondo nulla. Ora gli stessi militari stanno cercando di recuperare gli sms che il giovane e il sacerdote si erano scambiati in quei giorni, nei quali il ragazzo accusa il prete di essersi comportato male. L’indagine, che è quanto mai complessa, deve dare risposte certe nelle speranze della Curia e dei parrocchiani. Don Sergio è un prete stimato e amato sia per le sue qualità di pastore che per le sue doti umane e di educatore dei giovani. «Possibile?», si chiedono tutti. D.N.

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I parrocchiani divisi: «Sacerdote stimato» «Allungava le mani»
19/01/2012

Un quartiere diviso a metà. A Santa Croce c’è chi difende a spada tratta don Sergio Rappo, il co-parroco accusato di violenza sessuale su un ventenne, ma dall’altra parte c’è anche chi racconta episodi inquietanti. Gli animi dei cittadini sono sconvolti per la notizia che ha investito la parrocchia. C’è chi è turbato perchè in quel sacerdote credeva e riponeva fiducia. Un uomo che a detta di molti si era dato tanto da fare per la comunità in tutti questi anni di servizio, aiutando le persone in difficoltà che andavano a bussare alla porta della coanonica. «Una notizia che ci ha colto di sorpresa e ci lascia perplessi – afferma Sergio Pianalto dell’omonima edicola di fronte alla chiesa -. Il parroco era molto stimato e apprezzato per il suo operato. Grazie a lui era sparita anche la gentaglia sospetta che alla sera girava qua in parrocchia». «Sentivo clienti ipotizzare – spiega il titolare di un esercizio commerciale di via Strasseggiare, cuore del quartiere – una possibile “vendetta” o una mal interpretazione da parte del ragazzo vittima, magari offesosi per altri motivi. In ogni caso sarà la giustizia a far luce sulla faccenda». Dall’altro lato però c’è anche chi si domanda come mai queste presunte attenzioni particolari verso i giovani non siano venute a galla prima. Dalle voci di quartiere sembrerebbe infatti che il sacerdote anche in anni passati avesse allungato un po’ troppo le mani su qualche giovane, con il solito pretesto “massaggi” reciproci. Informazioni che in questi giorni sono al vagli dei carabinieri per stabilirne la veridicità. «Questa estate una cliente – racconta un’altra negoziante – mi raccontò dell’episodio accaduto al figlio di conoscenti. Il ragazzo aveva avuto a che fare con don Sergio. Mi aveva parlato di strani massaggi in seguito ai quali il giovane non era più stato lo stesso e aveva dovuto addirittura sottoporsi a terapia psicologica».
Silvia Dal Ceredo

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