Torrebelvicino, un giovane denuncia: «Violentato da un prete in oratorio»

L’INCHIESTA. La denuncia di un ragazzo di 20 anni di Torrebelvicino: ha segnalato il presunto stupro agli investigatori dell’Arma che hanno raccolto le testimonianze. Due gli episodi contestati al sacerdote, che nega il fatto più grave l’antivigilia di Natale: è già stato interrogato dal pm in Curia

18/01/2012

«Il prete ha abusato di me». Un’accusa pesantissima, quella che un giovane di Torrebelvicino ha rivolto al coparroco di S. Croce di Schio. Don Sergio Rappo, stimato sacerdote ed educatore di giovani, è stato iscritto sul registro degli indagati dal pubblico ministero Antonella Toniolo. L’ipotesi a suo carico è la violenza sessuale aggravata. Il religioso, assistito dall’avv. Michele Carotta, è stato già interrogato dal magistrato: avrebbe ammesso di aver accarezzato il giovane, negando decisamente rapporti sessuali non consenzienti. LA DENUNCIA. È la mattina del 6 gennaio quando il giovane, 20 anni, si presenta in caserma dei carabinieri con il padre. Sono stati gli amici del bar “Anni Trenta” di Schio, dove si ritrova, a consigliarlo di parlarne in famiglia prima e con le forze dell’ordine poi, non appena hanno raccolto le sue confidenze. Il racconto fatto dal ragazzo ai carabinieri del capitano Massimo Ferrari presenta dei tratti sconvolgenti. «Ho conosciuto don Sergio attraverso un amico. Sono disoccupato, ho bisogno di soldi e sapevo con il prete pagava qualcosina quelli che vanno a dargli una mano. L’ho aiutato a distribuire i volantini di invito agli incontri parrocchiali, oppure a pulire l’oratorio di S. Croce. Mi dava 10 euro l’ora, una mancetta, come la chiamava lui». Ottenuta un po’ di confidenza dal ragazzo, che si recava in oratorio quasi tutti i giorni, don Sergio gli avrebbe fatto dei massaggi: «Mi diceva che avevo la muscolatura tesa». Poi il sacerdote avrebbe chiesto al giovane di ricambiare. Di lì si sarebbe giunti agli atti sessuali, con toccamenti via via più spinti. Lo stupro sarebbe avvenuto il 23 dicembre. Il giovane sarebbe stato costretto al rapporto; si sarebbe lamentato col prete: «Se mi denunci i miei avvocati ti distruggono», mi ha riferito. «Penso mi sia accaduto un episodio del genere anche in un’altra circostanza, mi ricordo qualcosa, ma sono confuso». IL GIOVANE. Il ragazzo viene descritto come un sempliciotto. Magro e minuto, non avrebbe avuto la forza di resistere al prete. È parso in confusione e di certo dimostra meno, anche a livello intellettivo, dei suoi 20 anni: non fosse stato per gli amici non avrebbe sporto denuncia. In oratorio ha continuato ad andarci fino al 2 gennaio. Per questo gli inquirenti hanno preso le sue parole con le pinze. LE INDAGINI. I carabinieri della stazione, con il luogotenente Sergio Asciolla, hanno avvisato il magistrato ed avviato accertamenti. Hanno raccolto le testimonianze degli amici, hanno risentito il ragazzo quando si è un po’ tranquillizzato. Le prime indicazioni che hanno raccolto confermerebbero il drammatico racconto, arricchito via via di nuovi particolari. La denuncia presentata è infatti assai circostanziata, e corrisponde a quanto il ragazzo ha riferito agli amici che hanno cercato di aiutarlo. «Su loro consiglio ho inviato un ultimo sms a don Sergio in cui gli dicevo di vergognarsi per quello che mi aveva fatto». LA CURIA. Come previsto dalla normativa, quando don Sergio è stato iscritto sul registro degli indagati è stata avvisata anche la Curia con il vescovo Beniamino Pizziol. La notizia ha suscitato sconcerto in vescovado, ma la chiesa vicentina – in attesa di conoscere gli sviluppi dell’indagine – non ha perso tempo. In via cautelativa don Sergio è stato trasferito immediatamente. In secondo luogo la Curia ha fatto sapere alla famiglia del giovane di Torrebelvicino che è pronta a stargli vicino e ad aiutarlo. Tutti, in questa fase, procedono con i piedi di piombo. L’accusa, infamante per chiunque, e soprattutto per un prete amato e benvoluto, è da dimostrare.
Claudia Milani Vicenzi
Diego Neri

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