«Non ho avuto rapporti, solo qualche carezza»

18/01/2012

«L’ho accarezzato, ma non ho commesso nei suoi confronti alcuno stupro». Don Sergio Rappo, 59 anni, originario di Nanto, dal 2001 a S. Croce di Schio, è stato interrogato dal pubblico ministero Antonella Toniolo. Come previsto dal Concordato fra Stato e Chiesa, il sacerdote è stato ascoltato non in procura ma in Curia a Vicenza. Con lui il suo difensore. Da quanto è trapelato l’indagato avrebbe ammesso dei contatti con il giovane, ma avrebbe negato qualsiasi forma di violenza sessuale. Sarà l’indagine a delineare meglio i contorni di quanto è accaduto. I carabinieri, infatti, proseguono gli accertamenti e non è escluso che nei prossimi giorni ci possano essere sviluppi nell’inchiesta. Se la Curia non avesse spostato il coparroco, probabilmente sarebbe stata la procura a sollecitare qualche misura del genere per evitare che il religioso non solo potesse tornare in contatto con il ventenne, ma anche con altri suoi amici che vengono ascoltati in questi giorni in caserma. Fra l’altro, pare che sia stato proprio uno degli amici del giovane a indicargli l’oratorio come luogo in cui poter svolgere qualche lavoretto retribuito. «Ma mi disse anche – ha spiegato il denunciante – che a lui non pareva una buona idea, perchè il prete avrebbe preteso dei massaggi non meglio definiti». Don Sergio, davanti al magistrato, sarebbe parso molto provato per quelle accuse, e profondamente turbato. Da molti anni il sacerdote lavora a fianco dei giovani, meritandosi la stima di tanti ragazzi e delle loro famiglie, oltre che delle associazioni con le quali collabora. Educatori, animatori e laici che frequentano la parrocchia, oltre a tanti amici sacerdoti, sono rimasti increduli alla notizia di un’indagine nei confronti del prete. Il compito degli inquirenti sarà tutt’altro che semplice. Nel frattempo, è probabile che il giovane si rivolga ad un legale che lo assista nel corso delle indagini e dell’eventuale processo. D.N.

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IL CASO

Prete accusato di violenza sessuale
Allontanato dalla parrocchia
Lo denuncia un ventenne. Il religioso avrebbe preteso massaggi, carezze e rapporti

SCHIO— Aveva bisogno di un lavoro e lo ha trovato in parrocchia, accolto da un sacerdote che poi però avrebbe voluto da lui massaggi, effusioni, carezze intime, molto intime, e rapporti sessuali. Un incubo vissuto a dicembre da un ventenne di Schio e raccontato alla famiglia e agli amici che hanno convinto il ragazzo a rivolgersi ai carabinieri per far sapere cosa era successo in quella canonica e per presentare denuncia. La querela è dei primi giorni dell’anno. Uno dei preti che era alla parrocchia di Santa Croce ora è indagato. Interrogato dal pubblico ministero Antonella Toniolo che coordina l’inchiesta – in un confronto che avrebbe portato il religioso a qualche parziale ammissione – il sacerdote è già stato allontanato dalla sua parrocchia. L’intera vicenda spiegata dal giovane ai militari di Schio sarebbe accaduta lo scorso dicembre, dopo aver saputo da un amico che la parrocchia di Santa Croce cercava un aiutante per pulire la chiesa e la canonica. Il ventenne, disoccupato, a quel punto ha pensato di proporsi nonostante l’amico gli avesse riferito di ventilate tendenze omosessuali del prete e ha preso contatto con il religioso 59enne, ottenendo un posto di lavoro che gli mancava da tempo e dieci euro l’ora per le pulizie.

I primi giorni non ci sarebbero stati problemi. Il sacerdote si era addirittura preoccupato di andarlo a prendere con la sua auto, gli aveva mostrato cosa fare, lo aveva pagato regolarmente. Presto però, il religioso si sarebbe offerto per massaggi al giovane che sarebbe anche stato pagato di più per questo. Massaggi subiti, racconta il ventenne, senza avere la forza di reagire. Ma i massaggi, poi, non sarebbero più stati sufficienti. Il sacerdote avrebbe infatti chiesto con insistenza carezze intime, sopra i pantaloni e poi dentro. La avrebbe pretese e ricambiate. Ma non bastava ancora. La vigilia di Natale le avances più pesanti. Il religioso avrebbe chiesto al giovane (che agli amici e alla famiglia ha detto di sentirsi soggiogato da quel prete) di recarsi in oratorio al pomeriggio per spostare alcune sedie, assieme ad un secondo ragazzo.

La violenza si sarebbe verificata nel momento in cui il prete è riuscito a rimanere solo con il 20enne. Il religioso lo avrebbe immobilizzato, costretto ad essere sodomizzato e poi obbligato a non dire nulla a nessuno.Quella violenza, però, avrebbe dato la forza al ventenne di interrompere il lavoro in canonica e di raccontare quello che gli stava succedendo. Dopo la denuncia, sono iniziate le indagini per capire cosa sia successo al ragazzo e se ci siamo altre vittime di quel sacerdote accusato di violenza sessuale. Nelle scorse settimane al comando dei carabinieri di Schio sono stati sentiti numerosi residenti del quartiere, sia famiglie che ragazzini, alla ricerca di eventuali testimonianze su episodi simili. La parrocchia, dal canto suo, non ha voluto commentare.

Andrea Alba
18 gennaio 2012

http://corrieredelveneto.corriere.it/venet…912682154.shtml

mercoledì 18.01.2012 ore 11.06


«Già da tempo giravano strane voci Ora si faccia chiarezza sul suo conto»

LE REAZIONI. Parrocchiani increduli. Stupore fra gli animatori dell’Azione cattolica ma c’è anche chi non si sorprende

18/01/2012

Un uomo alto e dal fisico possente. Aspetti che uniti al colletto sacerdotale potevano per certi versi offrire un’immagine rassicurante, come lo è stato per parecchi decenni di servizio sacerdotale. Un’immagine positiva che il religioso dava di sè e che è compromessa (la verità emergerà dall’aula) alla luce della clamorosa inchiesta. Don Sergio Rappo, sacerdote presente nella parrocchia di Santa Croce da una decina d’anni, avrebbe avuto un lato “oscuro” che nessuno poteva immaginare. Ma su questo punto le posizioni divergono, perché c’è chi sostiene che il sacerdote si è sempre comportato correttamente.
Certo, dalle testimonianze raccolte tra i residenti, fedeli e commercianti del quartiere, è emerso che già da un paio d’anni circolavano voci sul suo conto, ma erano rimaste tali, senza che vi fosse mai stata una segnalazione da parte di presunte vittime. In più di un’occasione il sacerdote sarebbe stato gentile nei confronti di alcuni giovani parrocchiani, avvicinandoli con una certa facilità, e questo aveva dato adito a qualche sospetto subito però rientrato. Anche perché tra i suoi incarichi c’era anche quello relativo alla gestione dei gruppi dell’azione cattolica (Acr e Acg), oltre a quelli dei chierichetti e dell’organizzazione della sagra annuale. Per questo quelle indiscrezioni negative erano rimaste allo stato di chiacchiera.
Come la presunta violenza sessuale subita la vigilia di Natale dal ragazzo ventunenne, anche le altre ipotizzate molestie, sulle quali i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze per verificare l’attendibilità, si sarebbero verificate all’interno delle mura dell’oratorio, in un ambiente ritenuto da genitori e fedeli teoricamente “protetto”.
Il sospetto, da provare, è che il sacerdote avrebbe allungato le mani in altre occasioni, come durante i campi estivi organizzati ogni anno dalla parrocchia. «Era ora che questa faccenda saltasse fuori – ha dichiarato un parrocchiano accigliato -. Già da qualche tempo si sentivano strane voci, speriamo che ora venga fatta chiarezza e soprattutto giustizia».
«Sapevamo di qualche divergenza d’opinioni con l’altro parroco, don Alessandro Burati – hanno affermato alcuni clienti in un negozio di via Strasseggiare – ma su questioni organizzative, non certo per cose così gravi, di cui onestamente non sapevamo nulla».
Da alcuni giorni don Sergio non è più presente in parrocchia e dal consiglio pastorale di Santa Croce fanno sapere che è partito per degli esercizi spirituali. Tra le ultime attività svolte dal sacerdote ce n’è anche una relativa alla 26^ Giornata mondiale della gioventù di agosto. In quell’occasione il prete accompagnò una quarantina di giovani del vicariato di Schio per una veglia di preghiera al Santuario del Summano.
Stupore da parte del mondo dell’Azione cattolica. «Ci sembra incredibile – affermano alcuni animatori -. Abbiamo sempre lavorato bene con don Sergio, e si è sempre dimostrato affidabile. Questa notizia ci lascia davvero sbigottiti»

Silvia Dal Ceredo

www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…_sul_suo_conto/

Cappellano militare e responsabile dei gruppi giovanili
IL PERSONAGGIO. La figura del sacerdote

18/01/2012

Il capitano Massimo Ferrari e il luogotenente Sergio Asciolla| Don Rappo benedice il Famila

Don Sergio Rappo, sacerdote di 59 anni, prestava servizio pastorale nella chiesa di Santa Croce da una decina d’anni, al fianco dell’altro parroco della comunità, don Alessandro Burati di una decina d’anni più vecchio, ma già da circa un anno si vociferava su un suo presunto spostamento dovuto ad una redistribuzione voluta dalla Diocesi.
Tra le varie attività parrocchiali di cui si occupava c’erano anche quelle relative ai settori giovanili, come i gruppi dell’azione cattolica in oratorio, quelli per l’organizzazione della sagra annuale o ancora i chierichetti per le celebrazioni delle messe.
Dai fedeli viene descritto come un uomo energico, preciso,dai modi a volte un po’ duri e diretti. Caratteristica particolare sarebbe la sua attenzione, definita da alcuni “maniacale”, per la pulizia e l’igiene, manifestata più volte e con toni severi in occasione della preparazione di pranzi parrocchiali.
Da diversi anni inoltre don Sergio Rappo era entrato in contatto con il Famila Basket, per il quale benediceva la squadra ad ogni inizio stagione, visto che il Palacampagnola si trova nella parrocchia di S.Croce.
Risulta inoltre iscritto all’Associazione nazionale cappellani militari d’Italia. S.D.C.

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…uppi_giovanili/

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