Don Abbiati: «Voglio rendermi utile per la comunità»

Don Abbiati: «Voglio rendermi utile per la comunità»

Il sacerdote in carcere per pedofilia chiede di poter lavorare in strutture per anziani, il suo caso sarà discusso a gennaio
di Maria Fiore
PAVIA
«E’ tempo che mi venga concessa la possibilità di lavorare, per rendermi utile alla comunità». Don Giuseppe Abbiati, il sacerdote di Marcignago e di Borgarello, ha presentato la sua richiesta in prima persona dal carcere di Bollate, dove sta scontando una pena di 4 anni per pedofilia. Era finito in cella a luglio del 2009, quando la condanna per gli abusi a tre ragazzini minorenni diventò definitiva. In carcere, dunque, il sacerdote ha già trascorso due anni e mezzo. «E’ tempo che esca, al di là di ogni valutazione nel merito», dice il suo avvocato Massimo Zucca, che sta seguendo l’istanza per l’affidamento in prova ai servizi sociali. Il sacerdote chiede di potere lavorare in strutture che si occupano di anziani, sia case di riposo che cliniche o ospedali. Per la risposta non bisognerà attendere molto. Nei prossimi giorni infatti sarà presentata la relazione di sintesi del carcere di Bollate, che ha avuto modo di fare le sue valutazioni in un anno di permanenza del sacerdote all’interno della struttura. Educatori e assistenti sociali dovranno, in altre parole, dire la propria sul comportamento tenuto dal detenuto durante la reclusione. Tra un mese circa, sulla base di questa documentazione, deciderà un giudice. La camera di consiglio dovrebbe svolgersi alla fine del mese di gennaio.

Se la risposta sarà positiva, don Abbiati potrà scontare il residuo della pena in attività di solidarietà e sostegno sociale. Il sacerdote si è reso disponibile a ogni tipo di mansione, che sarà comunque decisa dai responsabili dell’istituto a cui sarà eventualmente destinato.

E’ stata invece per il momento accantonata l’ipotesi di una riapertura del processo. La procedura per la presentazione di nuove prove e di nuove testimonianze (condizioni essenziali per poter riaprire il caso) si è rivelata più complessa del previsto. Si era invece pronunciata in positivo la Congregazione della dottrina della fede, che aveva deciso di non privare don Abbiati dello status di sacerdote.

Nonostante la condanna definitiva, che gli è costata il carcere, molte persone nei mesi scorsi hanno alzato voci di difesa nei confronti del sacerdote. Non solo la famiglia si è schierata a favore dell’innocenza del prete, ma anche i parrocchiani di Borgarello, dove il sacerdote era rimasto per diversi anni, prima del suo arresto nel 2004 e poi della condanna definitiva nel 2006.

14 dicembre 2011

http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2011/12/14/news/don-abbiati-voglio-rendermi-utile-per-la-comunita-1.2856069

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