Presunti abusi sessuali di un sacerdote, i ragazzi pronti a depositare le denunce alla magistratura

La curia perugina: «Nostre indagini avviate da tempo» Scritto il 09/11/11

Presunti abusi sessuali di un sacerdote, i ragazzi pronti a depositare le denunce alla magistratura

di Francesca Marruco

E’ questione di giorni. Poi le denunce dei ragazzi che hanno raccontato alla trasmissione «Le Iene» di essere stati abusati da un prete perugino mentre erano ospiti della sua comunità, saranno presentate alla magistratura. E allora, forse, si farà piena luce su una vicenda torbida e nebulosa che stenta ad emergere pienamente.

I racconti dei ragazzi in tv Una vicenda delicatissima, che secondo le presunte vittime, parla di abusi su ragazzi bisognosi, ragazzi da recuperare, ragazzi la cui esistenza dipendeva da una parola del sacerdote. Ragazzi la cui permanenza in Italia, in una comunità e non in un carcere, dipendeva da un sì o un no del sacerdote. Una storia che rischia di esplodere, o di implodere, a seconda di come andranno le cose.

Ufficiale e ufficioso Per ora, di ufficiale oltre alla commissione aperta dalla Curia il 24 ottobre scorso in seguito alla prima delle due puntate che la trasmissione «Le Iene» ha fatto sull’argomento, non c’è nient’altro. Ci sono accuse, gridate a gran voce da una volontaria che non si è mai data per vinta e ha lottato per far emergere questa storia. E accuse sussurrate di spalle, forse per la vergogna, alle telecamere della trasmissione di Italia Uno dai ragazzi che dicono di essere stati abusati.

La lettera di maggio 2010 A sentir loro in quelle comunità in cui dovevano essere tutelati e aiutati, sarebbero successe delle cose terribili. Di cui erano a conoscenza tutti coloro che vi soggiornavano. E anche in Curia a Perugia. E anzi, secondo una lettera pubblicata mercoledì da La Nazione, la Curia sapeva già dal maggio del 2010. E già da quel periodo aveva assicurato che avrebbe svolto delle indagini. Dunque delle due l’una: o nessun abuso si è verificato, dunque è tutto infondato, o nessuno ha indagato.

La Curia: solo voci di scarsa consistenza «Quanto è stato pubblicato oggi (mercoledì, ndr) da un quotidiano locale riguardo alla vicenda dei “presunti abusi di un sacerdote perugino ai danni di alcuni giovani” – scrive la Curia perugina in una nota – non fa altro che confermare ciò che lo stesso arcivescovo, monsignor Gualtiero Bassetti, ebbe a dichiarare alla signora Claudia Stefanelli, presentatasi in arcivescovado con una telecamera nascosta (le cui riprese sono state diffuse lo scorso 15 ottobre dalla trasmissione «Le Iene» di Italia 1). In quell’occasione, il presule comunicò di essersi recato di persona negli ambienti diocesani frequentati dal sacerdote accusato, ma di non aver rilevato nulla che potesse essere collegato a tali segnalazioni. La Chiesa perugina, pertanto, si è mossa da tempo, in maniera riservata, ma documentabile. Del resto, la lettera dell’allora delegato ad omnia monsignor Pietro Ortica (datata 18 maggio 2010) confermava la volontà di fare chiarezza sulla vicenda. Nel costituire la Commissione diocesana di indagine, la Curia si è voluta dotare di uno strumento ulteriore per approfondire la vicenda e conoscerne al più presto la verità. E’ desiderio di tutti che si stabilisca un clima sereno nella nostra comunità diocesana, necessario al proficuo prosieguo del lavoro della stessa Commissione di indagine, lavoro che riteniamo estremamente importante. Facciamo notare che, allo stato attuale delle cose, la Curia perugina non ha ricevuto altro che voci di scarsa consistenza e senza alcuna prova, se non quelle anonime e indirette raccolte da alcuni media».

Il sacerdote lontano dai suoi parrocchiani Il sacerdote dal canto suo è sparito dalla circolazione, al suo posto nelle sue parrocchie è arrivato un sostituto. Lui si troverebbe in un luogo protetto, lontano da tutti, con il telefono spento. Si dice sia in Perù. Deciso a non avere contatti con nessuno. Tranne che con i suoi parrocchiani che lo difendono a spada tratta. E chiedono che si parli delle tante opere buone che ha fatto. Alcuni di loro pensano anche ad una fiaccolata in sua difesa. Perché «quello che hanno detto in televisione non sono che falsità».

http://www.umbria24.it/presunti-abusi-sess…tura/67788.html

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