Pedofilia, condanna confermata per don Paolo Turturro

Ha avuto inflitti sei anni e sei mesi, era accusato di due episodi di pedofilia ai danni di due minorenni avvenuti tra il 2000 e il 2001

Pedofilia, condanna confermata per don Paolo Turturro
Condannato a 6 anni e sei mesi don Paolo Turturro, ex parroco di Santa Lucia. La sentenza è della quarta sezione della corte d’appello di Palermo che ha confermato la condanna inflitta in primo grado il 16 luglio del 2009. Il sacerdote era accusato di abusi da due minori di 14 anni che frequentavano la parrocchia. Durante il processo di primo grado, alcuni ragazzini della parrocchia, citati come testimoni del pm avevano ritrattato le accuse. Le due vittime, invece, hanno sempre ribadito la loro versione.
Per anni considerato un prete antimafia per il suo impegno contro i boss di Palermo che più volte invitò a pentirsi dal pulpito, scortato per difendersi dalla vendetta di Cosa nostra, Paolo Turturro fu travolto dallo scandalo dell’accusa rivoltagli proprio dai bambini della sua parrocchia.
I fatti si sarebbero verificati tra il 2000 e il 2001. Due bambini tra i dieci e dodici anni dichiararono di essere stati vittima delle attenzioni particolari del sacerdote, uno nei corridoi della parrocchia di Borgo Vecchio, l’altro nella casa adibita a colonia di Baucina dove ha la sua sede estiva l’associazione “Dipingi la pace”, fondata da Turturro. Quando l’indagine del pm Alessia Sinatra e della sezione minori della polizia era arrivata a maturazione, nel 2003, Turturro era stato allontanato dalla provincia di Palermo. Nel dicembre del 2006, dopo la revoca del provvedimento del gip, è tornato in città e gli è stato affidato l’incarico di cappellano ospedaliero. Il processo iniziò poi nel 2005 e durò quattro anni. Il sacerdote, nato a Giovinazzo in provincia di Bari e lontano parente dell’attore italoamericano John Turturro, ha sempre sostenuto di essere stato accusato ingiustamente. “Al Borgo mi chiamavano “sbirro” per la mia vicinanza con i magistrati e le forze dell’ordine e “frocio” per il timbro della mia voce e per il mio modo di esprimermi. Non ero certo uno molto amato, c’erano pregiudizi nei miei confronti, cosa che potrebbe avermi creato questo tipo di fama”.

(20 ottobre 2011)

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/…turro-23565816/

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