Quel silenzio colpevole sui suicidi delle vittime dei preti pedofili

5 agosto 2011
“Non indagate su questi casi, non serve a niente”, dice un vescovo australiano

E’ boom di suicidi fra gli alunni delle scuole cattoliche australiane, alunni che in passato sono caduti vittime delle attenzioni non esattamente amichevoli dei sacerdoti. Preti pedofili insomma, preti che violentano ragazzi che poi si suicidano: e la polizia gradirebbe indagare per capire cosa sta succedendo. Ma sulla strada delle forze dell’ordine c’è il vescovo di Ballarat, Peter Connors, che teorizza l’inutilità dell’approfondimento investigativo su casi di tale importanza perché, dice il prelato, non servirebbe a niente e nulla si scoprirebbe in questo modo.

OLTRE VENTI I SUICIDI – Ma andiamo con ordine. Da alcune settimane, nelle scuole australiane gestite dalle diocesi cattoliche si registra un vero e proprio picco di suicidi fra gli adolescenti, già vittime di sacerdoti e prelati. Qualcosa non va.

La polizia che indaga sui casi del pedofilo Robert Best, frate, crede che almeno 26 vittime di abusi sessuali nelle scuole in cui il religioso ha insegnato si sarebbero suicidate. Uno degli ufficiali delle indagini chiede addirittura una inchiesta parlamentare sul tema. “Sarei più che felice se aiutasse le vittime”, dice il vescovo di Ballarat Peter Conners. “Ma non credo che riusciranno a capire molto di più…credo che noi siamo riusciti a fare il meglio che potevamo negli ultimi anni”.

Secondo il vescovo, nemmeno le ultime, incredibili notizie che racconterebbero, appunto, di 26 ragazzi che si sarebbero tolti la vita perché non riuscivano a superare il trauma della violenza sessuale sarebbero un buon motivo per far procedere senza intoppi l’indagine di polizia.

“Credo che finora siamo riusciti a sapere un sacco di cose riguardo i comportamenti appropriati e non appropriati”, ha detto il vescovo Connors. “Credo che le persone siano molto ben informate oggi come oggi su quali siano gli approcci da rifiutare da una persona di sesso maschile”.

Nella diocesi di sua competenza sono accaduti atti di gravità inaudita.

“NON SERVE A NIENTE” – Religiosi pedofili si aggiravano fuori da qualsiasi controllo; primo fra tutti il caso del pedofilo Best, di cui abbiamo già accennato.

Best, che insegnava in molte scuole in tutto lo stato di Victoria, incluso a Ballarat, avrà una condanna lunedì dopo aver confessato la propria colpevolezza su 27 accuse di abuso per 11 ragazzi fra il 1969 e il 1988. Best era il preside alla scuola primaria di Ballarat nello stesso tempo in cui il pedofilo seriale e prete Gerald Ridsdale era il cappellano scolastico.

Davanti a questi atti terribili, secondo il vescovo non ci sarebbe da indagare. Non che ovviamente possa fermare le indagini di polizia, ma le sue dichiarazioni sono molto esemplificative dello zoccolo duro della Gerarchia cattolica che ancora tarda ad uniformarsi persino alle direttive di Papa Ratzinger, che ha affrontato con sorprendente piglio la vicenda dei pedofili nel clero. Per il vescovo australiano, approfondire la questione nella migliore delle ipotesi sarebbe inutile.

http://www.giornalettismo.com/archives/137…preti-pedofili/

Advertisements