”Prete pedofilo, Sepe sapeva dal 2010”

NAPOLI – “A dicembre 2010 informai la Curia ai massimi livelli, di quanto stava accadendo nella Parrocchia di Marano. Mi assicurarono che il cardinale Sepe già sapeva e che sarebbe intervenuto a stretto giro. Oggi mi sento in parte colpevole”. Sono parole dense di amarezza quelle di Francesco Borrelli, intervistato oggi dal Velino. Il segretario regionale dei Verdi, nonché ex assessore provinciale di Napoli, giovane giornalista responsabile delle pagine campane di Terra e presidente dell’associazione Watch dog, che tutela gli animali ma denuncia anche situazioni di disagio e difficoltà per il territorio, svela un significativo retroscena dei fatti denunciati dal servizio delle Iene sui casi di pedofilia nella Chiesa dello Spirito Santo di via Piave a Marano. Ecco il racconto che Borrelli ha fatto al Velino.

LA DENUNCIA NEL 2010 – Borrelli quando ha saputo di quanto accadeva a Marano? “Era dicembre 2010. I residenti mi mandarono delle note, anche dettagliate, perché sapevano che io avevo già denunciato il prete che venne beccato sulla tangenziale con una minorenne adescata su facebook che la Curia poi trasferì a Santa Lucia nuovamente a contatto con i fedeli. Devo però fare una premessa. La mia è una famiglia molto cattolica soprattutto dalla parte materna, quando seppi questa seconda pesante situazione”. Quella di Marano? “Esatto, ritenni di seguire un’altra procedura. Non volli denunciare sui giornali ma riferirlo direttamente all’autorità ecclesiastica”.

“DISSI TUTTO A UN COLLABORATORE DI SEPE” – Cosa fece allora? “Andai in Curia a Napoli accompagnato da una persona di cui avevo piena fiducia che mi fece avere un appuntamento con un monsignore strettissimo collaboratore di Sepe. Gli raccontai tutto e lui lo riferì un’ora dopo al cardinale Sepe. Ricordo che finito il nostro incontro il monsignore si recò nell’ufficio dell’arcivescovo al secondo piano del Palazzo. Dopo un po’ mi ricontattò dicendomi che il cardinale era già a conoscenza del fatto e che comunque sarebbe intervenuto a stretto giro. Insomma la situazione era in evoluzione”.

“ERO CONVINTO CHE IL CARDINALE SAREBBE INTERVENUTO” – Lei si aspettava che il prete fosse destituito? “Ovvio. Avevo la parola della Curia di Napoli. Le dirò di più. Io collaboro di tanto in tanto con le Iene che mi avevano chiesto di fare l’esca con quel sacerdote, ma avendo io parlato con la Curia ho preferito evitare. Addirittura dissi che era inutile realizzare il servizio perché il cardinale sarebbe intervenuto”.

SENSO DI COLPA – Mesi e mesi dopo ha visto il servizio in tv. “Vuol sapere come mi sono sentito? Come uno che copre la pedofilia. Anche io mi sento colpevole di quello che ha fatto quel sacerdote perché se non avessi denunciato al cardinale Sepe ma alle Iene, almeno le vittime avrebbero subito per un anno di meno”.

LA CURIA NON CONFERMA E NON SMENTISCE – Interpellata circa i tempi in cui l’arcivescovo Crescenzio Sepe venne a sapere dei fatti di Marano come riferito da Francesco Borrelli, la Curia di Napoli attraverso il portavoce dice: “Non confermo e non smentisco”.

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