IRLANDA Esce un dossier shock sulle coperture di abusi di pedofilia nella Chiesa

Notizia del 13/07/2011 – 20:17
Esce un dossier shock sulle coperture di abusi di pedofilia nella Chiesa

DUBLINO – Una nuova bufera si abbatte sulla Chiesa irlandese con la pubblicazione di un rapporto che riferisce di numerosi casi di copertura di abusi sessuali su minori nella diocesi di Cloyne, nella Contea sud-orientale di Cork, nel periodo dal 1996 al 2009.

Ad essere direttamente chiamata in causa è una figura che in passato operò anche in Vaticano, l’allora vescovo di Cloyne mons. John Magee, fattosi da parte nel 2009 (Benedetto XVI ne accettò le dimissioni il 24 marzo 2010) e in passato segretario personale di ben tre Papi, Paolo VI, Giovanni Paolo I, nonchè Giovanni Paolo II all’inizio del pontificato.

Il rapporto pubblicato oggi, che consta di 400 pagine, elaborato dalla Commissione di indagine sulla diocesi di Cloyne su come furono trattate le accuse contro 19 preti, evidenzia le mancanze nel riferire le denunce dei loro abusi alla polizia. E sostiene che il vescovo Magee, oggi 75/enne, non può evitare le sue “responsabilità dando la colpa ai sottoposti”, che non avrebbero riferite le segnalazioni di abusi (in tutto le vittime sarebbero state almeno 40) alle autorità pubbliche. In nessun caso, comunque, i preti sotto accusa vennero rimossi. Vengono anche riferite le “preoccupazioni” che ci furono sulla “interazione” tra lo stesso mons. Magee e un ragazzo di 17 anni, aspirante al sacerdozio.

La Chiesa irlandese, già al centro di una “visita apostolica” ordinata da Benedetto XVI, dopo la pubblicazione del rapporto ha già espresso dolore e rammarico. Il primate d’Irlanda, cardinale Sean Brady, ha detto che oggi è un altro “giorno nero nella storia della risposta dei vertici della Chiesa al grido dei bambini abusati da uomini del clero”. “I risultati di questo rapporto confermano che gravi errori di giudizio sono stati commessi e che ci sono stati serie carenze di leadership – ha aggiunto -. Questo è deplorevole e totalmente inaccettabile”.

Il rapporto Cloyne, che è stato diffuso dal ministro della Giustizia Alan Shatter e dal ministro per l’Infanzia Frances Fitzgerald, e che subito ha suscitato forte scalpore sui media irlandesi e britannici, sostiene che la risposta della diocesi alle accuse di abusi sessuali nel periodo dal 1996 al 2008 fu “inadeguato e inappropriato”. Definisce un “fatto rimarchevole” che il vescovo Magee avesse avuto “poco o nullo interesse” nell’affrontare i casi di preti pedofili sacerdoti fino al 2008 e che avesse fino a un certo punto “distaccato se stesso dalla gestione quotidiana dei casi di abusi sessuali sui minori”. “Il vescovo Magee era a capo della diocesi e non poteva evitare le sue responsabilità dando la colpa ai sottoposti che egli aveva del tutto mancato di dirigere e sorvegliare”, spiega il dossier.

La Commissione – riferisce la Bbc – spiega che si era al corrente di circa 40 persone che potrebbero essere state vittime di abusi di preti nella diocesi, e tutte le denunce tranne due vennero da persone che erano già adulte quando le fecero. Il rapporto dice anche che tra il 1995 e il 2005 ci furono 15 denunce contro il clero che avrebbero dovuto essere inoltrate. La mancanza più grave è il non aver riferito i due casi in cui le presunte vittime erano ancora minori al momento della denuncia. Viene spiegato che nulla venne comunicato a una diocesi vicina quando un prete che si era dimesso in seguito alle denunce vi si trasferì. Comunque, in nessun caso la diocesi rimosse preti contro cui erano state mosse delle accuse.

Per quanto riguarda poi quella che viene chiamata “interazione” tra mons. Magee e un ragazzo di 17 anni, il dossier riferisce che secondo l’adolescente, che contemplava il suo ingresso nel sacerdozio, “il comportamento del vescovo verso di lui, che non lo aveva turbato all’epoca, era, riflettendoci, inquietante”. Comunque, il rapporto dice anche che il caso era stato trattato “con appropriatezza”.

http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articol…sito=1&idtipo=2

 

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