Le accuse di pedofilia contro don Mario Vaudagnotto, don Nino Fiori e don Luciano Alloiso, chiusesi con l’archiviazione

Diacono accusa: ero fragile quel prete ha abusato di me
Un nuovo caso coinvolge don mario vaudagnotto, sacerdote accusato di pedofilia e poi prosciolto. Ora, vicerettore del santuario di Bra, è accusato di molestie sessuali
di OTTAVIA GIUSTETTI

C’È UN nuovo caso che coinvolge don Mario Vaudagnotto e che potrebbe creare imbarazzo per la Curia. Arriva da un santuario del cuneese, il Santuario della Madonna dei Fiori di Bra, dove don Mario è stato nominato vicerettore, quando si è chiusa con l’archiviazione, l’inchiesta della Procura di Torino nei confronti suoi e di altri tre sacerdoti, tutti accusati di pedofilia. La storia aveva fatto molto scalpore ma si era conclusa con il proscioglimento perché il suo accusatore, Raffaele Costa, e un altro ragazzo di strada avevano rilasciato testimonianze discordanti a proposito dell’epoca dei fatti.

La Procura stessa, allora non ritenne attendibile la denuncia di Costa, che fu poi a sua volta accusato di estorsione. Oggi però c’è un altro uomo che addita don Mario Vaudagnotto. Un adulto molto vicino al sacerdote nei mesi tra settembre e dicembre del 2009, che dice di aver denunciato più volte alle autorità ecclesiastiche le molestie di don Mario, senza ricevere risposta alcuna, e che ha raccolto registrazioni audio e video per “inchiodare” chi inizialmente aveva incontrato come padre spirituale e che avrebbe, invece, approfittato della sua condizione di debolezza psicologica per esigere prestazioni sessuali. Scrive proprio così, Giorgio che ha chiesto di mantenere l’anonimato, in una lettera indirizzata alla Conferenza episcopale italiana datata 21 maggio 2011, “È vero che ho 40 anni, però le sembra normale che un sacerdote, con la scusa di farmi stare un po’ tranquillo, mi porti nella sua camera, chiudendola a chiave e approfittando della mia debolezza psicologica pretenda di fare sesso con me?”.

“Il mio incubo è iniziato a settembre del 2009 quando mi sono trasferito da Milano a Bra per intraprendere con un gruppo di amici un percorso di fede lontano dalla mia famiglia – racconta Giorgio – al Santuario dei Fiori ho conosciuto don Mario del quale non sapevo assolutamente nulla e che mi ha preso sotto la sua ala protettrice visto che gli avevo comunicato la mia intenzione di intraprendere il percorso da diacono. Don Mario si è offerto di farmi da guida spirituale e io, che mi sentivo in quel periodo molto fragile perché i miei genitori mi avevano allontanato non approvando la mia scelta di fede, mi sono appoggiato a lui completamente, credendo di poter trovare conforto nella sua guida”. Sarebbe stato dopo una confessione molto sofferta, secondo quanto racconta Giorgio, durante una sua crisi irrefrenabile di pianto, che il prete lo avrebbe invitato nella propria stanza alla Casa del Clero, non distante dal Santuario, e lì lo avrebbe accolto all’uscita dal bagno in palesi atteggiamenti seduttivi e completamente svestito.

Giorgio non nega che sia nata una sorta di relazione tra lui e don Mario, un rapporto anche chiacchierato nell’ambiente, tanto che in una registrazione video lui e il prete discutono di come gestire i pettegolezzi e i giudizi severi dei confratelli che hanno compreso con chiarezza cosa c’è tra i due. “A un certo punto mi sono addirittura dovuto difendere perché al santuario alludevano al fatto che gli stessi estorcendo del denaro – racconta – so per certo, invece, che uno dei due uomini che lo accusavano nell’inchiesta del 2007, un certo Gregorio, si presenta ancora oggi, regolarmente, a chiedergli somme di denaro e che lui gliele dà, una volta io stesso l’ho fermato davanti al Santuario e ho visto che gli stava passando 400 euro. Io non so perché, ma so di certo che prende spesso soldi da don Mario”. Giorgio, per evitare qualsiasi accusa di estorsione, ha fatto firmare a Vaudagnotto, e a due testimoni, un foglio nel quale dichiara di non essere mai stato ricattato, né di avergli mai dovuto elargire favori o denaro.

“Ho tantissima documentazione che testimonia l’assoluta inconciliabilità del ministero sacerdotale per don Mario che ha rifiutato di confessarmi per non incorrere in auto scomunica come prevede il codice di diritto canonico – dice – ho fatto decine di segnalazioni ma mai nessuna delle autorità ecclesiastiche ha preso in considerazione ciò che dicevo o provavo”. Esauriti i riferimenti nel mondo cattolico l’uomo Giorgio si è rivolto ai mezzi di informazione annunciando che stava raccogliendo le segnalazioni di abusi di preti omosessuali nei confronti dei fedeli. “Sono spinto ad agire in questo modo – scrive Giorgio – non per motivi di astio o di rancore né perché mi senta investito di un potere inquisitorio che assolutamente non mi compete, ma solo ed esclusivamente in quanto credente e, come tale, destinatario dell’esplicito invito rivolto recentemente dal Santo Padre a denunciare tali fatti”.

http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/0…di_me-18146038/

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