Caso don Seppia, secondo l’ex seminarista Alfano “in seminario cose peggiori”

I carabinieri del Nas hanno fermato alcune persone che rifornivano di droga don Riccardo Seppia, parroco accusato di abusi su minori. Tra questi, anche un militare della Guardia di Finanza, come rende noto La Repubblica (1). In cambio di droga, il sacerdote otteneva quindi prestazioni sessuali da minorenni. Durante gli interrogatori però Seppia nega le accuse di pedofilia. Ma il suo amico, l’ex seminarista ventiquattrenne Emanuele Alfano, fa sapere che lo stesso don Seppia gli diede consigli per gestire la propria omosessualità in seminario, del tipo: “fai come il gatto, sporca pure ma poi impara a coprire bene lo sporco”. Anzi, Alfano rende noto che “nel periodo in chiesa ho visto cose ben peggiori di quelle raccontate da don Riccardo”. Intanto l’arcivescovo e presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, tornando a Genova da Roma ha parlato ancora di pedofilia, stimolato dagli sviluppi del caso che riguada don Seppia. Sostiene che l’esortazione a denunciare gli abusi nel clero “è sempre stata fatta” da parte della Chiesa e che ciò verrà scritto anche nelle linee guida del Vaticano ai vescovi sul tema. Ma si fa sentire anche mons. Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto intervistato dal sito ultra-cattolico Pontifex (2). “In una diocesi, i vescovi sono informati ove ci siano pecore nere” perché “le voci” arrivano, ha detto riferendosi ai preti pedofili. Anzi, “talvolta è prevalso il criterio di sperare nel cambiamento” o “di spostare il prete per dargli una nuova possibilità”. In un’altra intervista (3) recente, Babini si è detto a favore della nuova linea dura della Chiesa contro gli abusi. Ma ha affermato: “io da vescovo non denuncerei un prete pedofilo e credo che nel passato, se hanno taciuto dei vescovi, hanno operato con prudenza”, perché “un prete diocesano è figlio del vescovo” e “un padre misericordioso non cerca la morte del figlio, ma la sua conversione”. “Alcune volte si è spiegata la scelta di spostare il prete ad altra diocesi”, ha continuato, “con la speranza che lontano dal suo ambiente potesse cercare la via della conversione, del cambiamento e del sincero pentimento”.
Luciano Vanciu
(1) http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/0…giori-16908553/
(2) http://www.pontifex.roma.it/index.php/inte…prirsi-al-mondo
(3) http://www.pontifex.roma.it/index.php/inte…cerca-la-verita

http://www.uaar.it/news/2011/05/29/don-sep…-cose-peggiori/

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