Abusi su minori, un´Associazione a Bagnasco: certificato antipedofilia per i sacerdoti

Un certificato antipedofilia per i sacerdoti. Lo chiede Alberto Senatore, portavoce dell’associazione contro la pedofilia Il piccolo Davide.
Per contrastare il fenomeno della pedofilia clericale, l’associazione ha scritto una lettera aperta a mondignor Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e soprattutto capo della Cei, la Conferenza episcopale italiana.

Ecco il testo integrale della lettera:

Spett. Le Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana,
sono Alberto Senatore, classe 1964, sposato felicemente e padre di due figli, portavoce dell’Associazione antipedofilia “ il piccolo Davide ” di Giffoni Valle Piana, la città del Giffoni Film Festival. Le scrivo per due motivi: il primo, per esprimerle la nostra approvazione al Suo tempestivo intervento per la sospensione di don Riccardo Seppia da ogni ministero pastorale e da ogni atto sacramentale. Riconosciamo in questa decisione l’unica strategia efficace che la Chiesa Cattolica può intraprendere per proseguire sulla via tracciata da Papa Ratzinger, cioè la tolleranza zero verso i preti pedofili.
L’altro motivo, è scaturito dalle parole da Lei pronunciate nella sua prolusione per la 63° Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana. In quella occasione, riguardo la pedofilia clericale Lei ha riconosciuto che l’emergenza pedofilia all’interno della Chiesa Cattolica non è ancora superata, quindi è ancora in corso
Ha poi aggiunto che “ sull’integrità dei nostri sacerdoti non possiamo transigere, costi quel che costi. Anche un solo caso, in tale ambito, sarebbe troppo. Quando poi i casi si ripetono, lo strazio è indicibile e l’umiliazione totale ”. Qualche giorno prima, la Congregazione per la Dottrina della Fede, aveva emanato una “ lettera circolare ” a tutti i vescovi, in vista della preparazione delle linee guida per i casi di abusi sessuali su minori compiuti da chierici. Una delle indicazioni di base per la stesura delle linee guida, previste per maggio 2012, è il riconoscimento del vescovo come autorità responsabile: “ la responsabilità nel trattare i delitti di abuso appartiene in primo luogo al vescovo diocesano ”

La nostra Associazione, pur ritenendo l’indicazione molto interessante, la considera incompleta.
Per questo motivo, ci permettiamo di presentarLe una nostra proposta, con la quale, la responsabilità e l’autorità del vescovo vengono ampliate e non siano solo limitate a “ trattare ” i casi di pedofilia clericale, ma siano utilizzate soprattutto nella prevenzione e nel contrasto degli abusi sui minori da parte dei sacerdoti.

La proposta del “ piccolo Davide ” è questa: l’istituzione del Certificato Antipedofilia per i sacerdoti.

Se in Italia, un’impresa edile per poter esercitare la sua attività deve preventivamente esibire un certificato antimafia, perché la Chiesa Cattolica non istituisce un certificato di garanzia morale per i suoi sacerdoti ? L’idea è semplice: il D.A.P.S. Documento Anti Pedofilia Sacerdotale. Quando in una parrocchia s’insedia un sacerdote, insieme al mandato conferitogli dal vescovo, deve ricevere anche il D.A.P.S. il documento nel quale il vescovo, firmando personalmente, garantisce l’integrità morale del sacerdote e si assume tutte le responsabilità giuridiche, antecedenti alla data del certificato. Praticamente un certificato di “ verificata buona condotta ”, quindi una garanzia e una copertura totale che annualmente viene rinnovato. Il Cardinale responsabilmente lo richiede, il vescovo serenamente lo rilascia, il sacerdote con orgoglio lo espone nella sua parrocchia, i genitori lo leggono e si tranquillizzano. La proposta è semplice, pratica, immediata e rassicurante. Semplice perché basta la firma del vescovo, pratica perché snellisce e riduce i tempi della burocrazia ecclesiale, immediata perché applicabile da subito, rasserenante per i genitori che si ritrovano a vivere l’incubo del prete pedofilo. La nostra Associazione Le chiede di esaminare la proposta e si augura che diventi presto una realtà, ed inoltre, che Lei possa essere il firmatario del primo certificato antipedofilia sacerdotale in Italia. L’occasione propizia per Lei potrebbe essere la cerimonia per la nomina del sostituto di Don Riccardo Seppia, sacerdote di nome ma pedofilo di fatto. Quale luogo migliore; la chiesa dello Spirito Santo di Via Calda a Genova Sestri Ponente, teatro di abusi indicibili, dove con sconcerto e dolore Lei espresse parole di sgomento e vergogna, ritornare con parole di consolazione abbinate a fatti concreti.
Egregio Cardinal Bagnasco, per stroncare la pedofilia nella Chiesa Cattolica, basta poco, basta una firma, la Sua.
Certi della Sua attenzione, in fede confidiamo in una Sua risposta.

http://www.genovaogginotizie.it/cronaca/20…ipedofilia.html

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