Libero il prete accusato di pedofilia. Per lui campane a festa

7 maggio 2011

Grande festa a Turano per la fine dei domiciliari di Don Peretti

Don Giuseppe Peretti, l’anziano parroco toscano accusato di pedofilia è stato liberato dagli arresti domiciliari. Una notizia accolta con enorme gioia nella sua parrocchia di Turano, che già si era distinta quando il caso era esploso per l’enorme solidarietà manifesta al suo sacerdote.

FINE DEI DOMICILIARI – La liberta’ sono i pochi passi che dividono la canonica dalla chiesa. Don Giuseppe Peretti e’ tornato a percorrerli ieri sera, dopo due settimane di arresti domiciliari con l’accusa di aver molestato due ragazzine. I suoi parrocchiani di Turano, piccola frazione di Massa (Massa Carrara), lo hanno aspettato sulla soglia, per accoglierlo con abbracci, strette di mano e campane suonate a distesa. Che quel prete ottantatreenne possa aver approfittato di due adolescenti non ci credono proprio.Per don Peretti le porta della canonica, dove ha trascorso i domiciliari, si erano chiuse il 23 aprile, alla vigilia di Pasqua. Quel giorno gli agenti della squadra mobile gli hanno notificato l’ordine di custodia cautelare. Ad accusarlo sono due ragazzine di 15 e 16 anni, romene. Secondo la polizia, erano state costrette a prostituirsi dai fidanzati, anch’essi romeni e adesso in carcere. Agli investigatori, le due avevano fatto i nomi dei clienti – un extracomunitario di 68 anni e un gelataio, entrambi ancora ai domiciliari – e di don Peretti. Il prete avrebbe rivolto strane attenzioni – carezze e palpeggiamenti – alle due ragazzine, in cambio di qualche decina di euro e di un po’ di cibo. ‘Erano gesti fraterni e di carita’ – sostiene il difensore del parroco, Giacomo Bugliani – fraintesi da chi, purtroppo, nella vita e’ stato abituato solo ad altre attenzioni’.

SCARCERATO CON FESTA – Ieri, dopo l’incidente probatorio, il gip di Genova ha scarcerato don Peretti. Che, una volta arrivato a Turano, ha subito raccolto i fedeli in chiesa: ‘E’ stata una croce pesante da sopportare’, ha detto dall’altare. Oggi per il sacerdote e’ stata una giornata ‘quasi’ normale. Ha portato la comunione agli infermi, ha passato qualche ora nella sua stanza. ‘Sono distrutto da questa vicenda, che si basa su fandonie, solo su fandonie’, si e’ sfogato. Le ragazzine ‘sono pilotate: dietro hanno persone che le costringono a fare quello che fanno’. Eppure, durante l’incidente probatorio, loro lo hanno riconosciuto: ‘Io no – ribatte il prete – Pero’ e’ vero che in canonica vengono tante persone e io dono soldi a tutti. Ma quei visi non mi dicono niente’. E poi c’e’ quel racconto fatto agli investigatori: ‘Hanno detto che ogni tanto andavano dal prete, che gli dava 10 o 15 euro – spiega il sacerdote – Puo’ darsi, lo faccio, e’ la carita’. E questa e’ la ricompensa? Hanno parlato di strane carezze. Ma quali carezze?’. In questi giorni di arresti domiciliari ‘ho pregato e sofferto moltissimo – spiega il sacerdote – I parrocchiani mi sono stati vicino. Tutti mi abbracciano, mi stringono. Ci sono persone che non frequentano la chiesa e che volevano organizzare una fiaccolata per me. Stasera ci saranno una messa e un incontro: ringraziero’ tutti uno ad uno, diro’ che li porto nel cuore’. Poi, singhiozzando: ‘Porto la croce sulle spalle, solo per dei gesti di carita’. (ANSA).

http://www.giornalettismo.com/archives/124…ampane-a-festa/

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